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Conclusa la trasferta barese della delegazione in arrivo da Banja Luka, cittadina della Bosnia Erzegovina. Il sindaco Dragoljub Davidovic ha incontrato Michele Emiliano, insieme hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che porterà al gemellaggio tra le due città e all’avvicinamento (economico e culturale) della Puglia e della Bosnia.

Particolarmente proficua –dal punto di vista produttivo- la visita barese della delegazione della Bosnia Erzegovina che ha incontrato i vertici di numerose aziende cittadine per verificare scambi possibili di esperienze. Il punto di partenza, ribadito nel corso dell’incontro che i bosniaci hanno avuto con gli imprenditori locali, è il consolidamento di una collaborazione. Collaborazione che nasce dal “desiderio di uno scambio costruttivo di risorse ed esperienze tra le due sponde dell’Adriatico, per favorire e accelerare lo sviluppo nei settori strategici dell’economia”.

Ad accompagnare il sindaco Davidovic (che tra l’altro è ingegnere elettronico ed esperto informatico) l’on. Vito Leccese, in rappresentanza dell’amministrazione comunale. Tra le aziende visitate anche la Svimservice Spa, leader in Italia in campo informatico e soprattutto nella fornitura di servizi informatici alle pubbliche amministrazioni e alla sanità. Grande disponibilità ad uno scambio e ad un trasferimento di know how e tecnologie è stata espressa da Giancarlo Di Paola, amministratore delegato della “Svimservice” , che ha lanciato l’idea di ospitare tecnici informatici di Banja Luka per uno stage presso l’azienda.

“Il nostro interesse al trasferimento di know how e tecnologie informatiche oltre l’Adriatico – ha dichiarato Di Paola – è un fatto noto da sempre e si combina peraltro con esperienze positive come quella realizzata in Grecia nel campo dell’informatizzazione del sistema sanitario”. “Siamo infatti convinti – ha commentato Di Paola al termine dell’incontro con la delegazione di Banja Luka - della necessità di esportare ad amministrazioni gemelle pacchetti di buone prassi già collaudati per consentire loro il “climbing”, quel salto indispensabile a colmare il gap che rallenta lo sviluppo”.

Fonte: Svimservice