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Si terrà il 6 febbraio prossimo a Venezia la Conferenza internazionale per la presentazione dell’Euroregione dell’Adriatico, una sorta di club tra i sette Paesi che si affacciano sul mare Adriatico e le autorità territoriali. I sette Paesi, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Serbia-Montenegro, Albania, Grecia ed Italia, che nel passato hanno avuto seri problemi di vicinato, diventeranno partner di una società che ha come capitale il Mare Adriatico e che, oltre a migliorare le rispettive condizioni economiche, li farà dialogare, dissolvendo le tensioni e creando una maggiore stabilità politica, soprattutto un’evoluzione democratica.L’idea, che risale alla Conferenza di Termoli nel 2004, e ha già trovato emuli tra i Paesi baltici e quelli che si affacciano sul Mar Nero, nasce da una constatazione del Presidente del Congresso dei Poteri Locali e regionali di Strasburgo, l’italiano Giovanni di Stasi: "Non è facile concludere accordi a livello nazionale, neppure nei rapporti bilaterali, figuriamoci quando si tratta di mettere d’accordo sette Stati dalla cultura e dalle problematiche diverse". Così mentre l’Europa era ed è ancora protesa a risolvere i problemi che provengono da un’area politicamente così delicata come i Balcani, da Presidente del Congresso del Consiglio d’Europa, di Stasi si è rivolto alle Regioni, alle Province e alle autorità territoriali. Sarà l’assessore regionale alle Relazioni Internazionali Cooperazione e Sviluppo del Veneto, Isi Coppola, a rappresentare la Regione. Alla conferenza interverranno tra gli altri il Segretario Generale del consiglio d’Europa, Terry Davis; il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari; il Ministro degli Affari regionali La Loggia; i presidenti delle regioni Molise, Friuli Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, Istria, Puglia, Emilia Romagna; oltre ai Ministri e agli assessori regionali al Trasporto di Croazia, Bosnia ed Erzegovinia, Serbia-Montenegro ed Albania. Gli onori di casa li farà Di Stasi, insieme al senatore Giovanni Crema, membro della delegazione parlamentare italiana a Strasburgo.

Fonte: Aise