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La Puglia partecipa da tempo ai programmi e alle attività che l’Unione Europea svolge in tema di cooperazione internazionale ed è anche uno degli attori dell’Euroregione Adriatica, di un progetto che, favorendo il dialogo e lo sviluppo tra i popoli adriatici, ha tra i suoi obiettivi generali l’integrazione in Europa di tutti gli Stati adriatici. La stabilità e la pace su queste sponde dipende largamente da quello che accade nel resto dei balcani. Vi è quindi bisogno di mettere in campo più iniziative e non è per niente un caso che, accanto all’Euroregione Adriatica, esiste poi da tempo una Comunità di lavoro, denominata Alpe Adria che coinvolge due regioni italiane (il Veneto e il Friuli Venezia Giulia), due Lander austriaci (Corinzia e Stiria), la Slovenia e alcune regioni della Croazia e dell’Ungheria  e che punta, a sua volta, a diventare una nuova realtà istituzionale europea. Quando si fa un bilancio delle iniziative svolte dalla Regione Puglia e dalle altre Istituzioni pugliesi non si può non rilevare che molte cose sono state progettate e realizzate, ma che manca ancora un progetto strategico complessivo.

Il lavoro svolto è stato spesso molto frammentato e progettato in solitudine, senza coinvolgere troppo i nostri partner dell’altra sponda adriatica. In questi anni l’unica proposta con un forte respiro strategico è stata la Comunità del Levante, voluta dal Presidente Salvatore Distaso, ma questo progetto poi non trovò attenzione da parte del successivo governo regionale e fu lasciato cadere. Abbiamo oggi bisogno di fare un bilancio approfondito del lavoro svolto e dobbiamo farlo coinvolgendo di più i nostri vicini. L’incontro promosso da Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo della Regione Puglia, ha proprio l’obiettivo di avviare una discussione per arrivare ad una prima agenda delle questioni che debbono avere priorità in Puglia. L’incontro fissato non può che avere obiettivi ambiziosi, anche se si tratta di un’attività preliminare, rispetto al progetto di costruzione della Comunità del Levante e delle altre iniziative che sono possibili e necessarie.

Si tratta infatti di verificare se vi sono le condizioni per varare un forum generale annuale e dei gruppi di lavoro permanenti, su temi specifici, che possano contribuire a implementare le attività di cooperazione tra la Puglia e i suoi vicini. Il fatto che la Comunità del Levante abbia a suo tempo avuto il consenso non solo del nostro governo, ma di quello dei nostri vicini, autorizza a pensare che i tempi per realizzare questa intesa possano essere abbastanza brevi, forse si tratta solo di confermare e di aggiornare il vecchio accordo, per tenere conto delle novità che esistono nell’area, a cominciare naturalmente dal fatto che alcuni degli Stati interessati stanno per entrare nell’Unione e che la candidatura della Macedonia e della Croazia è già stata accettata dall’Europa. Se l’incontro di oggi confermerà che vi sono spazi per intese, bisognerebbe poi coinvolgere in questo dialogo le altre Regioni del Mezzogiorno. Come Puglia bisogna fare infatti uno sforzo per rendere chiaro il potenziale di sviluppo che può venire per tutte le Regioni meridionali dalla soluzione della questione adriatica e dal completamento del processo d’ allargamento ad Est che è stato avviato dall’Unione. In secondo luogo bisogna essere del tutto consapevoli che, se riusciremo a sviluppare dialogo e cooperazione a Est, anche le relazioni con i paesi mediterranei risulteranno certamente più facili. 

di Franco Botta 

Fonte: Corriere del Mezzogiorno (pag. 1)