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La Puglia si sta attrezzando per essere capofila di un progetto strategico con l’Albania a cui è legata da una vocazione agricola e da interessi comuni, progetto che riguarda le produzioni biologiche e di qualità. Ne ha parlato l’assessore regionale al Mediterraneo Silvia Godelli, alla presenza del vice ministro albanese per l’agricoltura Ndoc Fasllia, in occasione della consegna dei diplomi di partecipazione al corso di controllo sul biologico a 20 tecnici albanesi presso l’Istituto Agronomico Mediterraneo ( Iam ) di Valenzano.

Il corso, che ha formato in totale 40 tecnici dei servizi di sviluppo agricolo albanese, rientra nel progetto “Interreg” che lo Iam sta attuando per consentire alle autorità di Tirana di emanare la disciplina giuridica e di organizzare il servizio di assistenza tecnica all’agricoltura biologica.

“Non è facilissimo – ha detto Godelli – cambiare la vocazione delle colture agricole ridando priorità al ciclo naturale  e al rispetto della salute; questo è però l’obiettivo strategico del futuro e deve accomunare territori come la Puglia e l’Albania nell’acquisizione di quelle certificazioni che ci permettano di stare insieme sul mercato e avere obiettivi comuni”.

“La nostra prospettiva – ha aggiunto Godelli – è di avviare con l’Albania una cooperazione che vada oltre lo sviluppo agricolo per raggiungere altri ambiti come quelli sociali e culturali anche grazie ai programmi europei 2007/ 2013 che prevedono interventi di prossimità anche con Paesi esterni all’Unione Europea”. In questo ambito Godelli ha spiegato che la Regione si sta impegnando per chiudere al meglio questa fase “per poter essere Regione capofila di una cooperazione più ambiziosa che ci veda produrre insieme e insieme competere sui mercati”. “L’Albania – ha risposto il vice ministro – è grata alla Puglia per il contributo dato alla predisposizione del quadro normativo biologico”. “Ci stiamo attrezzando – ha aggiunto – per sostenere le imprese che vorranno affrontare queste colture. Con l’augurio che questo dia nuovo impulso alla cooperazione”.  

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno ( pag. 8 )