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Oltre 500 milioni di euro: sono i fondi stanziati dall'Italia nell'ultimo quinquennio per il consolidamento istituzionale e il rilancio economico della Regione balcanica. L'obiettivo, dopo i turbolenti anni '90, e' quello di integrare i Paesi dell'Area nelle strutture europee e euro-atlantiche perche' l'Unione Europea, parola di Gianfranco Fini, ''non sara' compiuta senza il Sud-Est del Continente''. Ne hanno parlato stamani alla Farnesina diplomatici, politici, funzionari ministeriali ed esperti balcanisti in un convegno dal titolo 'L'impegno dell'Italia nei Balcani', volto a tracciare il bilancio degli interventi italiani degli ultimi anni per la stabilizzazione dell'Area. ''La nostra azione - ha scritto il vice premier e ministro degli Esteri Gianfranco Fini in un messaggio distribuito a margine della conferenza - ha tenuto conto delle direttrici tracciate da Bruxelles nell'ambito del processo di Stabilizzazione e Associazione e mira a mantenere vivo lo 'spirito di Salonicco', secondo cui l'Unione Europea non sara' compiuta in assenza del Sud-Est del Continente''. Proprio sulla necessaria prospettiva europea dei Paesi balcanici hanno posto l'accento i relatori, a partire dall'Ambasciatore Paolo Pucci di Benisichi, segretario generale della Farnesina, e da Giovanni Caracciolo di Vietri, direttore generale del ministero per i Paesi dell'Europa.

Giulio Terzi di Sant'Agata, direttore generale per gli Affari Politici Multilaterali, ha sottolineato invece come i Balcani siano stati destinatari negli ultimi anni di ''interventi di sistema'' da parte italiana, sempre nel quadro del principio sancito a Salonicco: ''I Paesi balcanici - ha scandito Terzi - devono trovare il proprio posto all'interno dell'Unione, e questa e' anche la nostra convinzione''. Dello stesso tenore l'intervento del consigliere diplomatico di Palazzo Chigi Gianpaolo Scarante, che ha osservato come l'Italia sia forse ''il Paese piu' interessato alla stabilizzazione dell'Area'' data la contiguita' territoriale: a questo fine, ha detto, abbiamo messo a punto uno strumento legislativo ad hoc, la legge 84 del 2001, che garantisce coerenza e unitarieta' agli investimenti italiani nella Regione, siano essi pubblici o privati.

Perche' ''se da molti viene osservato come un Sud-Est depresso e marginalizzato costituisca una sorta di 'buco nero' nel quadro europeo - ha scritto Fini nel suo messaggio - per noi italiani tale constatazione assume contorni ancor piu' preoccupanti in quanto i Balcani sono un'area di nostra naturale proiezione economica: per questi motivi - ha sottolineato - l'Italia non si e' sottratta alle proprie responsabilita' di accompagnare lo sviluppo dei Paesi balcanici e realizzare cosi' un'area di amicizia e di solidarieta' su cui costruire ed intrecciare rapporti privilegiati''. Alla conferenza sono intervenuti anche il presidente della Commissione Esteri di Montecitorio Gustavo Selva e il suo vice Umberto Ranieri; entrambi hanno sottolineato il ruolo positivo dell'Italia nella Regione, ma se l'esponente della Quercia ha lamentato ''l'eccessiva lentezza'' dei processi di stabilizzazione che potrebbe ''compromettere il raggiungimento dei risultati'' sperati, Selva ha invece auspicato l'integrazione delle diverse economie della Regione per inserirle con successo nel sistema piu' ampio dell'economia europea.

Fonte: Ansa Balcani