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Firmata l’intesa per la gestione delle rimesse bancarie, la prospettiva è quella di collaborare per tutti i progetti infrastrutturali. Il Presidente della giunta pugliese Nichi Vendola e il Presidente del Consiglio albanese Sali Berisha hanno ufficializzato, in una lettera, una dichiarazione di intenti che sarà presentata alla Commissione europea. L’annuncio al convegno internazionale della Banca Mondiale che si è tenuto ieri a Bari ( Berisha era assente, ma con Vendola c’era stato un lungo colloquio in mattinata ). La loro richiesta è quella di “Continuare a condividere un programma transfrontaliero di prossimità”. I 2 Paesi chiedono, infatti, all’Unione Europea di rinnovare, anche per la programmazione di sviluppo regionale 2007 – 2013 il programma “Interreg Italia – Albania”. Propongono di affrontare congiuntamente l’accesso alle reti di collegamento est–ovest ( ammodernamento dei porti di Brindisi, Taranto, Grottaglie, completamento del collegamento Durazzo – Viaria, Durazzo – Kukes – Morine ) e nord – sud ( potenziamento dei porti di Durazzo e Valona, connessione della Grecia con il Montenegro ). La priorità su cui i 2 governi stanno lavorando è la gestione delle rimesse bancarie ( al centro dell’intesa ). Sono i capitali che gli immigrati che lavorano in Italia trasferiscono alle loro famiglie nei paesi d’origine. Denaro che non entra nei circuiti finanziari ma circola in canali informali, divenendo spesso appannaggio delle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di clandestini. Risorse tuttavia consistenti per paesi come l’Albania. Nel 2004 dalla nostra regione hanno attraversato l’Adriatico verso la “settima provincia pugliese” oltre 18 milioni di euro. E’ l’ammontare delle rimesse economiche che gli immigrati albanesi della nostra regione hanno trasferito nel loro paese d’origine. “Il problema principale – ha detto il Direttore esecutivo della Banca Mondiale, Biagio Bossone – è quello di riuscire a far emergere questo fenomeno, che spesso è sommerso, per ragioni di trasparenza e perché questi migranti e le loro famiglie nei paesi d’origine possano accedere a servizi finanziari e quindi opportunità di scelta”. La Banca mondiale ha condotto un’indagine sui flussi finanziari degli immigrati, dalla quale emerge che l’Italia è tra i primi 10 paesi dai quali partono le rimesse nel mondo ed è il sesto in Europa. Ardian Fullan, presidente della Banca d’Albania, ha rivelato che nel 2004 l’intero flusso economico verso il suo Paese ammontava a 1 miliardo di dollari. il 13% del prodotto interno lordo. Il 30% di questo capitale proviene proprio dall’Italia, per un totale di circa 310 milioni di dollari. “Bisogna istituzionalizzare un percorso trasparente e lecito per il trasferimento delle rimesse” ha detto il Presidente Vendola. “Il passo successivo - ha aggiunto Bossoni – sarà quello di far partecipare al processo il settore privato, far sì che i soggetti economici abbiano le motivazioni del business nel gestirle in modo tale che entrando nel mercato e creando concorrenza abbattano i costi”. L’assessore al Mediterraneo Silvia Godelli ha annunciato che la Puglia investirà dei fondi per gestire questi capitali “invisibili” e adotterà come modello di intervento quello della Regione Sicilia. “L’iniziativa – ha spiegato Fabio Palanchini, esperto che ha lavorato al progetto siciliano – partirà a giugno: alla base c’è l’accordo tra la Banca Nuova e quella internazionale araba di Tunisia ed è centrato sull’obiettivo di espandere l’accesso ai servizi finanziari su entrambe le sponde”. Concorde anche Vendola che ha sottolineato quindi l’importanza di una politica di prossimità, di reciprocità e di sviluppo integrato tra Puglia e Albania. “Se Bari cresce e rallenta Durazzo – ha continuato – si sfrutta a metà l’opportunità di sviluppo. Fare politica insieme non è integrare l’Albania in modo passivo nelle nostre scelte. Significa aprire un dialogo sulla cultura, sulla fede e sulla società”. Puglia e Albania chiedono di collaborare anche nello sviluppo e armonizzazione dei servizi di trasporto, informazione e comunicazione a supporto della logistica, di merci e persone: nell’approvvigionamento e gestione integrata dell’acqua per uso industriale, agricolo, alimentare. L’intesa pone al centro anche lo sviluppo di servizi socio – sanitari, assieme alla promozione dell’imprenditorialità e degli strumenti finanziari innovativi per le piccole e medie imprese. Posizione condivisa anche dal presidente del Consiglio Berisha che vede nella collaborazione istituzionale lo strumento per il rilancio dell’economia albanese. “Solo uno strumento programmatico specifico – ha detto – è in grado di assicurare un’azione efficace a rispondere alle peculiari necessità che 2 realtà territoriali, come quella pugliese e albanese, frontaliere esprimono all’interno del complesso sistema socio – economico ed ambientale dei territori della riviera adriatica”. L’appello è quindi alla Comunità europea: “Speriamo che accettino la nostra proposta e ci permettano di crescere e collaborare ancora per un quinquennio”.    

di Rocco Devito     

Fonte: Puglia (pag. 1)