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Un padiglione dedicato alla discussione e alle proposte in materia di cooperazione decentrata, di aiuti reciproci e di sviluppo dei paesi dell’area mediterranea. Il luogo in questione è il padiglione numero 69 della Fiera del Levante, quello della Provincia di Bari, all’interno del quale si svolgeranno incontri e dibattiti che prevedono, come obiettivo finale, la creazione di un comitato provinciale per la cooperazione. Diverse le personalità presenti stamane al secondo incontro: ad aprire i lavori è stato il Presidente della Fiera Luigi Lo Buono che ha sottolineato il ruolo fondamentale che l’ente fieristico barese ricopre nel gioco internazionale della cooperazione. “da anni – afferma il presidente – la fiera porta avanti una logica di internazionalizzazione tramite accordi fieristici con i popoli dei Balcani. La Fiera del Levante è un riferimento costante per tutte quelle aree che da poco si sono pacifizzate e attendono da parte nostra solo accordi e opportunità di commercializzazione”.

A volere che questa edizione fosse dedicata a un tema così attuale, specie se visto in un’ottica europea, è stato Vincenzo Divella, Presidente della Provincia di Bari, che ha ribadito il ruolo fondamentale che la Provincia ricopre quale gestore di enti locali e associazioni e tramite le piccole e medie imprese e il governo nazionale. “Occorre – afferma Divella – che la legge 49 dell’87 sia modificata in quanto riduce di molto la funzione degli enti locali. La politica nazionale dovrà sostenere, anche finanziariamente, la cooperazione tra Comune, Provincia e Regione per creare un nuovo modello di sviluppo a vantaggio non solo nostro, ma anche di tutti i nostri vicini”. Accorato poi l’intervento di Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia: “Sviluppare gli altri secondo il nostro modello di sviluppo – spiega il governatore – è la linea che per anni i paesi più sviluppati hanno seguito. Ha preso piede una sorta di neocolonialismo in cui i protagonisti non cooperano, ma c’è il soggetto che dà, per celare i rientri cui mira, e uno che riceve. Ogni Paese deve essere consapevole della propria storia, cultura e della struttura economica; non si può pensare alla tradizione della nostra regione senza sentire profumi arabi e retrogusti greci”. Uno sguardo al passato per camminare insieme nel presente, dunque, e accorciare le distanze non solo chilometriche, ma anche economiche. “Ritengo quindi che il Corridoio 8 – continua Vendola – sia la maniera più diretta e indicata per creare una più stretta sinergia tra intenzioni culturali e commerciali tra Paesi non poi così lontani e diversi”. 

di Paola Leanza 

Fonte: Bari Sera (pag. 5)