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Questo pomerigigo, alle ore 19.00, presso il Monastero degli Olivetani a Lecce, avrà luogo la messa in scena dello spettacolo Viaggi Adriatici. Lo spettacolo, elaborato su testi, prevalentemente settecenteschi (Goethe, von Riedesel, Fortis, Biasoletto e altri), della scrittura di viaggio lungo le coste dell’Adriatico, rientra nell’ambito dell’attività didattica della cattedra di Letteratura Italiana (Prof. Giovanna Scianatico) della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Lecce e nell’ambito delle iniziative avviate dal Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sul Viaggio Adriatico, legato al Progetto di Cooperazione Europea Interreg Adriatico denominato "VIAGGIADR – Viaggiatori dell’Adriatico: scrittura e percorsi di viaggio". La messa in scena è stata realizzata da studenti del corso di Letteratura Italiana, per la regia di Massimiliano Stefàno del Gruppo Teatrale L’Avamposto. Il laboratorio “Viaggi adriatici” nasce come integrazione del corso diLetteratura Italiana “Viaggiatori del Settecento in Adriatico”, tenuto dalla prof.ssa Giovanna Scianatico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Lecce, con l’intento di favorire modalità innovative di apprendimento e analisi testuale.

Sia il corso universitario che il laboratorio teatrale hanno concentrato l’attenzione prevalentemente sui viaggiatori che attraversarono l’Adriatico nel Settecento, per approdare alle coste italiane o balcaniche. La pratica del palcoscenico contribuisce a far emergere le “stratificazioni esistenziali” della scrittura. Ogni testo traduce e rappresenta particolari esperienze di vita, che possono essere riattualizzate attraverso l’analisi e la ricostruzione del vissuto dei personaggi. Per far questo, il teatro si serve di azioni, in cui corpo, spazio e parola divengono fattori dinamici del senso. Nella concretezza dell’azione, il senso viene condiviso e condizionato anche dallo spettatore che assiste all’evento spettacolare. Il viaggio in Adriatico, analizzato nel corso di letteratura e nellaboratorio teatrale, ha diverse peculiarità. Le regioni balcaniche, pur essendo così vicine all’Italia, appaiono ai viaggiatori del Settecento come terre esotiche, popolate da società diverse negli usi e nel pensiero, affini alla mentalità orientale eppure con radici nella cultura classica.L’intersecarsi di sistemi linguistici, culturali, politici, diversissimi tra di loro rendono queste terre affascinanti e temibili allo stesso tempo. D’altra parte, l’Italia è meta, nel Settecento, di numerosi viaggi da parte di stranieri desiderosi di visitare le meraviglie del paesaggio e dell’arte che la nostra terra custodisce. Leggendo le loro pagine, da Goethe a Berkeley, si percepiscono la differenza di vedute e la varietà di situazioni di cui la penisola è portatrice. Non di rado, nei resoconti di viaggio al di qua e al di là dell’Adriatico, emergono momenti di assoluta coincidenza o di profonda assonanza. I canti popolari, le meraviglie dell’arte, le atmosfere, la suggestione del mare - sempre presente in tutte le descrizioni - lasciano intendere una segreta appartenenza delle culture trans-adriatiche ad un unico grembo, quello della civiltà mediterranea. I testi sono stati lasciati integri, laddove possibile, esercitando soltanto alcuni tagli per selezionare le parti ritenute più significative; in altri casi, i testi originari o taluni fatti desunti dalla biografia dell’autore sono stati "convertiti" in forma dialogica, per conferire loro maggiore evidenza scenica.

Fonte: Sudnews