Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

{mosimage}

“Lo scambio internazionale deve diventare uno scambio di culture, di politiche, di economie e di solidarietà. La regione balcanica e quella adriatica rappresentano un mondo unico, le differenze che ancora ci sono possono essere colmate nell’interesse di tutti”. Per Victor Magiar, del Dipartimento Relazioni Internazionali dell’ANCI, è questo lo spirito del convegno dal titolo “Istruzioni per l’uso della cooperazione europea nei balcani: politiche, strumenti, linee finanziarie”, in corso di svolgimento a Roma presso la sede dell’ANCI. “Quello di oggi – ha chiarito Magiar – è il penultimo appuntamento per la presentazione di un progetto, durato due anni e mezzo, sulla cooperazione di dodici città italiane e balcaniche che hanno messo in rete le loro idee e le buone pratiche, ma anche le loro competenze e conoscenze per un’integrazione più sostenibile”. “Trenta amministratori locali italiani e balcanici, rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e altri ospiti tecnici del settore che si trovano insieme oggi – ha detto Magiar – sono qui per dimostrare come la cooperazione sta cambiando, come l’Europa sta modificando la sua fisionomia, con macro Regioni che riescono a dialogare tra loro.

Sarà una giornata di scambio di vedute e punti di vista, dove si metteranno in risalto i cambiamenti del sistema legislativo e delle politiche comunitarie”. Il bilancio dell’operazione è estremamente positivo: “in alcune città – ha spiegato Magiar - sono già stati avviati progetti rivolti alla riorganizzazione urbanistica, alla edilizia popolare, al sistema delle discariche, dei parcheggi e delle acque. Alcuni di questi progetti sono già stati premiati con finanziamenti del Ministero degli Affari esteri. L’obiettivo del progetto iniziale del Ministero era quello di costituire dieci partenariati, noi, invece, ne abbiamo formati dodici. E’ stata un’operazione complessa e faticosa – ha detto – per questo oggi vogliamo anche discutere insieme per avanzare proposte al Governo e alle istituzioni internazionali per semplificare e potenziare questo tipo di attività”. Attraverso questa iniziativa il ruolo dell’ANCI è uscito rafforzato: “abbiamo offerto un vero servizio ai Comuni italiani, gli abbiamo offerto opportunità per iniziare ad avere una visione più internazionale. Il bilancio di tutta l’operazione è estremamente positivo – ha concluso Magiar – per il futuro l’obiettivo che vogliamo conseguire è di fare in modo che l’attività internazionale dell’ANCI diventi un servizio per i Comuni per internazionalizzare il proprio territorio e per crescere culturalmente ed economicamente”.

Fonte: Anci