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10 miliardi di euro da investire nell'ambito della programmazione comunitaria europea 2007 - 2013 nell'area balcanica; la garanzia del sostegno del Governo nazionale nella realizzazione di interventi infrastrutturali portuali (Durazzo, Bar, Corridoio Adriatico 8); una politica che acceleri l'adesione dei Balcani nell'Unione Europea. Sono le linee strategiche che la Regione Abruzzo, unitamente ad altre regioni del Sud Italia intende percorrere, emerse oggi, 15 maggio, a Bari nell'incontro "Il Mezzogiorno nei Balcani: strategie, programmazione, interventi". L'assessore alle Relazioni con i Paesi del Mediterraneo, Mimmo Srour, delegato dal Presidente Ottaviano Del turco a rappresentare la Regione, fa il punto della situazione. "Ho sottolineato l'importanza strategica e culturale dei Balcani – ha affermato - quali cerniera tra l'Europa ed il continente asiatico per presenza della religione cattolica con la musulmana e quella ortodossa. La vicinanza dell'Italia a quell'area, non più di 1000 chilometri di confine marittimo, e la politica di adesione - prosegue - giustificano l'interesse italiano e dell'Abruzzo verso la penisola balcanica, la zona orientale in particolare". Srour ha puntato la sua attenzione sui nuovi programmi di Iniziativa Comunitaria nei quali ha individuato un'alternativa alla legge 84 del 2001 e agli interventi comunitari previsti nel Interreg III E che, "nonostante l'impegno di tutte le regioni non hanno ottenuto i risultati sperati. Speriamo che l'individuazione dell'Ipa, lo strumento finanziario adottato recentemente, ci consenta il raggiungimento dei risultati attesi". Proprio a proposito di una politica lungimirante da parte del contesto europeo Srour ha aggiunto: "per evitare che i Balcani diventino un ghetto ai margini dell'Unione Europea, auspichiamo una politica che realizzi quanto previsto nella Conferenza di Salonicco del 2003".

Fonte: Aise

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