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Il Friuli-Venezia Giulia si fa promotore della trasformazione dell'attuale cooperazione transfrontaliera in partenariato territoriale. Un passo necessario in funzione dell'Unione europea allargata, ormai vicina ai confini della Russia. Il primo laboratorio sperimentale in questo senso - spiega infatti l'assessore ai Rapporti internazionali del Friuli Venezia Giulia, Ezio Beltrame - è rappresentato dal programma Interreg 3A Transfrontaliero Adriatico, dotato di un budget di oltre cento milioni di euro, che, assieme alle sette Regioni adriatiche italiane (Abruzzo da capofila, FVG, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, e Puglia), coinvolge Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia e Montenegro e Albania per garantire uno sviluppo integrato a tutta l'area. L'Interreg TransAdriatico, che diventerà definitivamente operativo nel 2004, ha di fatto preso il via oggi da Trieste, con il seminario di lavoro 'La cooperazione adriatica ed i partenariati territoriali' organizzato dalla Regione FVG ed a cui hanno preso parte quasi 200 delegati di Regioni e Paesi interessati. Valorizzare il ruolo delle Regioni nei contatti fra Stati è fondamentale per favorire l'efficacia della collaborazione fra realtà anche non contermini ma, afferma un Beltrame soddisfatto dagli esiti del seminario, alla giusta ricerca di armonizzare i rispettivi sistemi per sostenere le singole democrazie locali.'Il Friuli-Venezia Giulia - aggiunge l'assessore - assume un ruolo sempre più importante nello scacchiere europeo anche alla luce del progetto di Euroregione. Il nostro impegno dimostra quanto possiamo essere un riferimento per l'area sud-est dell'Europa che, dal maggio 2004, confinerà con oltre 400 milioni di persone, arrivando fino alla Federazione russa'. Il programma TransAdriatico si articolerà in una serie di progetti mirati ed accuratamente selezionati per non disperdere risorse ed energie. Tra le priorità, anche l'aiuto alle piccole-medie imprese ed una specifica attenzione all'occupazione giovanile.

Fonte: Informest