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L'Europa deve fare autocritica e porsi il problema di una vera integrazione con l'Area Balcanica, "superando quelle camicie di forza che gli accordi di Schengen ci hanno fatto indossare". Lo ha sottolineato il presidente della giunta regionale pugliese, Nichi Vendola all'incontro avvenuto ieri a Bari sulla posizione di Mezzogiorno e Balcani. Vendola, presidente della Regione Puglia e alla guida dell'Osservatorio interregionale per la cooperazione allo sviluppo, partecipando al convegno su Mezzogiorno e Balcani, organizzato dalla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bari ha sostenuto inoltre che "bisogna andare oltre e non aver paura nell'aprirsi a Sud e ad Est, occorre ripensare i modelli di cooperazione nella futura programmazione dei Fondi Comunitari 2007-2013. La nostra idea di cooperazione - ha sottolineato Vendola - si basa sulla reciprocità", citando come esempio l'Istituto Agronomico del Mediterraneo di Bari, definito un "pezzo pregiato" per la futura classe dirigente del Mediterraneo e per la formazione dei manager che possono esportare il Sistema Puglia. "L'irrobustimento dei processi di democratizzazione nei Balcani - ha aggiunto Vendola - ha consentito l'emancipazione di un paese come l'Albania, un risultato di cui essere soddisfatti, che ha permesso la sconfitta di una cultura illegale e di un'economia quasi del tutto in mano alla criminalità organizzata". Vendola ha parlato poi del Corridoio 8, "una infrastruttura che rende l'integrazione balcanica un'idea più credibile e che merita una intensa opera di pressione a Bruxelles, perché non è solo una via di comunicazione, ma anche un canale di interscambio di culture tanto vicine quanto diverse". Infine il Presidente della Regione Puglia ha parlato anche dell'integrazione che non può prescindere da una necessaria politica dei flussi migratori. "È necessaria – ha concluso - l'istituzione da parte dell'Unione Europea di un Osservatorio Comunitario sull'Immigrazione, un'Agenzia la cui sede naturale non può che essere la Puglia".

Fonte: Aise