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Un workshop sul ruolo degli Enti Locali, più propriamente dei Comuni italiani nella cooperazione decentrata si è svolto il 7 giugno scorso presso la sede Rai di Viale Mazzini a Roma. L’incontro, dal tema “LA COOPERAZIONE ITALIANA-UNA RETE DI SOLIDARIETA’” è stato organizzato dalla Rete dei Comuni Solidali RE.CO.SOL. in collaborazione con il Ministero Affari Esteri (DGCS), l’ANCI e con il Segretariato Sociale Rai che contribuisce alla realizzazione di iniziative sulle tematiche sociali sia all’interno che all’esterno della programmazione radiotelevisiva. LA RETE DEI COMUNI SOLIDALI-COMUNI DELLA TERRA PER IL MONDO è un’iniziativa nata nel 2003 per volontà di alcuni amministratori piemontesi e sta trovando adesioni fra i Comuni di tutta Italia coinvolgendo  oggi oltre 210 tra Comuni e Province italiane in quasi tutte le Regioni. Scopo della giornata di studio è stato quello di riflettere sulla crescente importanza del ruolo della cooperazione decentrata soprattutto nella specificità del contesto italiano, della necessità di definirne e allargare i contorni e di valorizzare l’operato degli Enti locali. Il workshop, introdotto da Carlo Romeo Responsabile del Segretariato Sociale Rai e presieduto dall’onorevole Bruno Mellano ha visto la partecipazione del Ministro Serafini Responsabile per il Coordinamento della Cooperazione Decentrata presso la DGCS del MAE. Il suo intervento ha ricordato che, in momenti come quello attuale di limitatezza di risorse destinate alla cooperazione, bisogna puntare su strumenti che permettano al Paese di individuare nuove potenzialità e nuovi canali di azione per la cooperazione. E la decentrata rappresenta oggi per il nostro Paese lo strumento che riesce meglio a liberare e convogliare nuove sinergie nell’ottica del co-sviluppo. Ciò è reso possibile dalle sue specificità, vale a dire un approccio integrato e pluridimensionale allo sviluppo. Ma la cooperazione decentrata ha di fronte a sé anche delle sfide. Deve definire il suo rapporto con la politica di internazionalizzazione delle imprese, da concepire più come momento di instaurazione di nuove relationship con i singoli Paesi che come obiettivo di cooperazione. In secondo luogo, deve rafforzare il tessuto di reti costruite dagli Enti Locali, come quella di RE.CO.SOL., evitando la polverizzazione degli interventi a favore di una logica di sistema che coordini e renda più efficaci le singole iniziative locali. Infine, la decentrata dovrebbe rafforzare il suo ruolo di strumento di raccordo degli interventi di cooperazione governativa e non governativa. L’intervento conclusivo di alcuni Sindaci dei Comuni della rete, a partire dal coordinatore di RE.CO.SOL. Coco Cano (Assessore del Comune di Carmagnola) ha ribadito che l’esperienza della rete ha la potenzialità di stimolare dal basso le forze vive di un territorio, raggiungendo così anche il risultato di una maggiore sensibilizzazione dei cittadini. Gli Enti Locali e i Comuni soprattutto sono il contesto nel quale la democrazia si attua più visibilmente e pertanto è su questo livello che la cooperazione decentrata può e deve fare leva. E finora l’esperienza di RE.CO.SOL. lo ha dimostrato.

Fonte: Oics