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Affollata lezione sulla lotta alla piovra mafiosa, oggi pomeriggio, all'Universita' di Belgrado, per il procuratore nazionale antimafia italiano, Pietro Grasso, atteso per un confronto a vasto raggio da una platea di studenti, docenti di diritto, inquirenti nella seconda di tre giornate di visita nella capitale serba. Grasso ha parlato dell'esperienza maturata in Italia sulla trincea della guerra alla criminalita' organizzata e degli strumenti piu' efficaci adottati in anni recenti: dall' aggravamento delle pene al nuovo regime di carcere duro, dall' attacco ai patrimoni accumulati illecitamente alla creazione di specifiche strutture d'intelligence e centrali di coordinamento investigativo. E lo ha fatto in un Paese che - come molti altri dell'Europa centro-orientale - si e' affacciato negli ultimi tempi alle strategia della lotta alle mafie e alla delinquenza transanazionale: un Paese che, come tutta la ex iugoslavia, lo stesso procuratore ha indicato tra le molte nuove mete anche di insediamenti mafiosi italiani, in un contesto generale di globalizzazione e superamento dei confini che i boss certo non ignorano come testimonia l'avvicinamento tra grandi organizzazioni malavitose (mafia siciliana e americana, turca e russa, triadi cinesi e yakuza giapponese) previsto sin dalla fine degli anni '80 dal giudice Giovanni Falcone. In precedenza il procuratore era intervenuto a un convegno incentrato sul confronto tra diversi sistemi giudiziari europei ospitato nella sede di rappresentanza dell'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) a Belgrado, con la partecipazione tra gli altri dello speaker del parlamento locale, Pedrag Markovic, della presidente della corte suprema, Veda Petrovic Skero, e del procuratore nazionale serbo, Slobodan Jankovic. Un seminario al quale hanno assistito il rappresentante dell'Osce in Serbia-Montenegro, ambasciatore Hans Ola Urstad, e l'ambasciatore d'Italia, Alessandro Merola, e in cui si e' discusso anche di cooperazione paneuropea per il contrasto di traffici illegali e intrecci mafiosi che vedono proprio le rotte balcaniche in una posizione strategica. Grasso, il quale a margine degli appuntamenti odierni si e' intrattenuto col collega serbo Jankovic per parlare di contatti investigativi, sara' a Belgrado anche domattina, per i colloqui di piu' alto profilo politico. In agenda, in particolare, incontri col ministro della giustizia serbo, Zoran Stojkovic, e con quello dell'interno, Dragan Jocic.

Fonte: Ansa Balcani