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Un corridoio verde che vede la Regione Puglia capofila di un gruppo di regioni italiane (Friuli Venezia Giulia, Calabria, Veneto, Campania, Emilia Romagna, Basilicata, Lazio, Sicilia, Toscana, Abruzzo e Sardegna) per la cooperazione finalizzata a rendere complementari le produzioni ortofrutticole dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il progetto-pilota è stato avviato con l’Egitto ed è stato presentato oggi nella sede dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (Iam) dall’assessore al Mediterraneo della Regione Puglia, Silvia Godelli, e dal viceministro egiziano dell’Agricoltura, Hamdy Emara. All’incontro hanno partecipato anche il presidente regionale della Confcooperative, Giacomo Ruggeri, e il direttore dell’Iam, Cosimo Lacirignola. Alla base del Corridoio verde - ha spiegato Godelli - c’è l’idea di realizzare un’alleanza fra i produttori ortofrutticoli del Mediterraneo per fare in modo che i prodotti tipici dell’area, destinati normalmente ai Paesi nordeuropei, arrivino sul mercato durante tutto l’anno evitando che l’offerta si concentri negli stessi periodi e che, quindi, risultando eccessiva, provochi la caduta dei prezzi alla produzione. Ma la collaborazione non si limita - ha aggiunto - alla organizzazione dell’attività produttiva, bensì si estende alla valorizzazione del prodotto, alla sua tracciabilità sino alla commercializzazione e quindi all’intera filiera. In questo modo è possibile sfuggire alla competizione selvaggia, che minaccia di intensificarsi dal 2010, con l’istituzione della zona di Libero scambio prevista dalla Conferenza di Barcellona del 1995. «Quello che però consideriamo un valore aggiunto - secondo l’assessore regionale al Mediterraneo - è che la Puglia diventi un luogo virtuoso, una piattaforma per un processo di costruzione di relazioni tra popoli, di politiche di pace, un processo che può essere riassunto nello slogan dall’agricoltura alla pace». Nell’ambito del Corridoio verde italo-egiziano, finanziato con la conversione del debito dell’Egitto verso l’Italia, è stato già predisposto un progetto sperimentale che ha come protagonisti la Confcooperative di Puglia e il governo egiziano; il programma è quello di collaborare tra operatori privati, nell’ambito di accordi internazionali, per lo sviluppo rurale della Noubaria occidentale, un’area di 14.000 ettari su cui sono stati costruiti 19 villaggi con una popolazione complessiva di 70.000 abitanti. A fornire supervisione e assistenza tecnica al progetto, che è stato avviato nel febbraio scorso e si concluderà entro il prossimo dicembre, sono l’Ambasciata d’Italia al Cairo e l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari. La finalità è la produzione in Noubaria di ortaggi e frutta che la Confcooperative di Puglia importerà in Italia e distribuirà sul mercato europeo. Il primo prodotto dell’accordo è l’uva di varietà apirene (senza semi cioè), che sarà importata e successivamente venduta in Europa fino a quando non sarà pronta per il mercato l’uva da tavola italiana. E proprio due cassette di uva della Noubaria troneggiavano oggi su un tavolo nella sala dell’incontro: un elemento tangibile, concreto - ha detto il viceministro dell’Agricoltura egiziano - di quello che è possibile fare attraverso la cooperazione. La Noubaria - ha ricordato - fino a qualche tempo fa era una zona non coltivata; adesso, oltre ai vigneti, si producono carciofi e anche per questo prodotto si sta pensando a un nuovo accordo di collaborazione. Il secondo progetto del Corridoio verde fra Italia ed Egitto, presentato oggi, è stato promosso dalla Regione Puglia nell’ambito del programma di sostegno alla Cooperazione regionale con i Paesi della riva sud del Mediterraneo e con quelli dei Balcani occidentali. L’attuazione richiederà due anni a partire dal 2007 e prevede l’importazione di ortofrutta egiziana, coltivata nella zona del delta del Nilo (Damietta e Alessandria), e il reclutamento in Egitto di manodopera stagionale per i lavori nei campi in Italia. Coinvolti nel progetto, che vede la Puglia capofila di altre 11 regioni, sono l’Iam di Bari, le Università di Bari e Foggia e le organizzazioni professionali. Partner egiziani saranno i ministeri dell’Agricoltura e del Commercio Estero, l’Unità di implementazione dell’accordo di associazione e i Governatorati di Damietta e Alessandria d’Egitto.

Fonte: Gazzetta on the web