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Ambiente e sviluppo sostenibile per le zone umide e le aree esondabili della parte centrale del bacino del Danubio. Come far convivere l’uomo e le sue molteplici attività con centinaia di specie diverse di pesci, piante, uccelli ed altri animali. Quali mezzi utilizzare per meglio monitorare questi delicati ambienti. Sono questi i temi che hanno spinto alcuni ricercatori dell’Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara" (IFAC) del Consiglio nazionale delle ricerche di Firenze a collaborare con i colleghi dell’Istituto di Fisica dell’Università di Belgrado (Serbia) per sperimentare nuove tecniche spettrometriche e valutarne l’efficacia per una migliore modellizzazione degli ecosistemi fluviali.Tali tecniche, già sperimentate con successo da alcuni anni all’interno del Parco Naturale di San Rossore (Pisa) nell’ambito di un progetto supportato dell’Agenzia Spaziale Europea, si avvalgono di acquisizioni di serie multi-angolari di immagini nel visibile e nel vicino infrarosso effettuate dal sensore CHRIS montato a bordo del satellite PROBA-1. Lo scorso 26 giugno, per la prima volta, è stata acquisita una serie di immagini centrate sull’isola fluviale di Ratno Ostrvo, posta di fronte a Belgrado alla confluenza della Sava con il Danubio e parte di una vasta zona umida protetta (vedere come esempio l’immagine elaborata allegata).Dopo la correzione e la validazione di questi primi dati si intende redarre alcune mappe tematiche che evidenzino l’uso del suolo, classifichino la vegetazione, indichino la qualità delle acque. Inoltre l’attività dei due gruppi di ricerca, che proseguirà con altre acquisizioni, verrà integrata con osservazioni a terra utilizzando sempre tecniche spettrometriche per meglio caratterizzare la qualità delle acque, del suolo e dell’atmosfera in questo ambiente tanto diversificato. Ciò sarà reso possibile anche dalla messa a punto di strumentazione innovativa dedicata, avvalendosi dell’esperienza maturata in attività di ricerca portate avanti insieme già da molti anni.

Fonte: Aise

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