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Sebbene l’Italia sia un paese che si attesta al primo posto in Europa per lo scambio con i paesi del Mediterraneo, nessuna città della Regione Puglia “porta del Mediterraneo”, vince il podio della “mediterraneità”. Anzi, per trovare la prima, Bari, bisogna scendere alla ventesima posizione della classifica nazionale. Comunque meglio delle altre pugliesi che occupano posti fra la quarantacinquesima e la novantatreesima posizione. Tutto ciò nonostante la Puglia dedichi ai paesi frontalieri da anni, fiere, convegni e addirittura un assessorato regionale. E’ quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro delle imprese aggiornati a giugno 2006, Eurostat 2005 e Istat, relativi al primo trimestre di quest’anno e 2000, su 13 paesi dell’area mediterranea: Algeria, Cipro, Egitto, Giordania, Libano, Libia, Malta, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia, Israele, Territori palestinesi. VALORE PUGLIA – In base alla speciale classifica compilata dall’organismo camerale milanese, tenendo in considerazione sette indicatori d’interscambio commerciale con i paesi del Mediterraneo, il gradino più alto spetta  Milano seguita da Bologna, Modena, Ravenna e via via tutte le altre metropoli, quasi tutte del Nord Italia, con unica eccezione per Siracusa che si fa forza di un ottimo quinto posto. Fiacche tutte le pugliesi che nella bilancia dell’export-import con i paesi amici del Mediterraneo pesano rispettivamente, per numero di imprese che importano in quelle latitudini, per il 3.1% rispetto al totale. Non solo. Il saldo tra importazioni e esportazioni è pari a circa 174 milioni di euro a vantaggio delle merci in entrata. Questo dimostra una scarsa penetrazione dei nostri prodotti nei mercati mediterranei da cui, invece, acquistiamo abbastanza. Unica eccezione, rispetto a quest’ultimo parametro, la provincia di Taranto la cui voce dell’export supera di sette volte quella delle importazioni ( 73.1 su 10,6 milioni ). Una realtà, quella tarantina, che si fa notare anche per l’ottimo valore di crescita dell’export-import avuto negli ultimi sei anni ( 2000-2006 ) dove il grafico ha segnato un più 139% per le merci in uscita e meno 67% in entrata. Una consolazione a metà per l’economia pugliese, perché quasi tutto il merito di questa felice tendenza del vendere rispetto la comprare, lo si deve all’industria pesante che, come si sa, è nelle mani del gruppo Riva, proprietario milanese delle acciaierie Ilva di Taranto. LA CLASSIFICA – Comunque sia la città più mediterranea della Puglia resta Bari che nella sommatoria dei sette parametri presi in esame ( export, import, valore dell’interscambio, variazione tra entrate e uscite negli ultimi sei anni, numero d’imprese e percentuali che esportano nel Mediterraneo), compare al ventesimo posto nazionale. Il secondo posto pugliese spetta a Brindisi, poi Taranto, Lecce e Foggia che rispettivamente si devono accontentare, nel raffronto nazionale, con il 45, 63, 81 e 93esimo posto. Questa invece la graduatoria dei dieci campioni di mediterraneità d’Italia: Milano, Bologna, Modena, Ravenna, Siracusa, Pavia, Torino, Brescia, Vicenza e Roma. 

di Nazareno Dinoi                   

Fonte: Corriere del Mezzogiorno (pag. 9)