Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

{mosimage}

La rete diventa un patto. Mette a segno un buon risultato la politica estera di Vincenzo Divella. E il risultato arriva sulla cooperazione internazionale che da più di un anno l'assessore alle Attività Produttive Gianna Maestrini sta disegnando. Ieri la Provincia di Bari ha messo all'incasso un patto di ferro al quale hanno aderito anche le Province di Lecce, Taranto, Foggia e Brindisi. In pratica i rappresentanti delle cinque Province si sono impegnati ad aderire al Programma Piattaforma Mediterranea che già vede in prima fila la Regione. Piattaforma che ha tra i suoi obiettivi quello di avviare progetti di cooperazione decentrata e cioè al servizio di amministrazioni locali, nei Balcani e nel Mediterraneo. Spiega la Maestrini: "C'è la volontà di sostenere azioni coniugate di promozione dei sistemi produttivi locali pugliesi in Serbia e in Romania attraverso l'istituzione di due distinte sedi a Belgrado e Timisoara con l'assistenza tecnica dell'Unido (l'agenzia di sviluppo industriale delle Nazioni Unite) e il coinvolgimento attivo della Camera di commercio italo-serba". C'è già un calendario nel processo di costruzione della cooperazione decentrata in Serbia: il 13 ottobre a Roma, su iniziativa proprio dell'Unido, si parlerà di sviluppo dei partenariati economici tra le piccole medie imprese e qulle serbe. E a Roma la Provincia ci sarà così pure la Camera di commercio italo-serba. (…)

di Gianluigi De Vito

Fonte: Gazzetta di Bari (pag. 2)