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Porti più sicuri e attrezzati per far sì che la merci possano circolare in maniera più efficiente e veloce nel Mediterraneo. Difesa dell'autenticità dei prodotti, soprattutto del made in Italy e potenziamento dei rapporti commerciali verso est del Mezzogiorno d'Italia, Puglia in particolare. Su questi presupposti si basa il progetto It port, Tecnologie innovative della comunicazione per i servizi portuali destinati ai porti di Gallipoli e Patrasso. Un programma reso possibile grazie al terzo programma Interreg Italia-Grecia (Interreg III è la nuova iniziativa comunitaria del Fesr - Fondo Europeo di sviluppo regionale - per il periodo 2000-2006. L'obiettivo della nuova fase di Interreg è "rafforzare la coesione economica e sociale nell'Unione Europea promuovendo la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale e uno sviluppo equilibrato del territorio comunitario". L'iniziativa è infatti imperniata su azioni che interessano le frontiere e le zone di frontiera tra Stati membri e tra l'Unione Europea e i paesi terzi) che oggi entra nella fase operativa. All'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, infatti, sarà firmato un controllo d'intesa tra i partner italiani e greci: il comitato di sorveglianza del progetto (greco) e il sindaco di Casarano, Remigio Venuti, promotore dell'iniziativa. Una progettualità portata avanti e sostenuta, oltre che dai comuni dell'Area Sistema, di cui Casarano è capofila, anche da una folta compartecipazione istituzionale: assessorato ai Trasporti della Regione Puglia, Dipartimento Affari Regionali della presidenza del Consiglio dei Ministri, Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Lecce, prefettura di Acaia (Prefettura appartenente della Grecia occidentale, il cui capoluogo è appunto Patrasso). Costo totale un milione trecento mila euro. Nel suo complesso, l'operazione nasce dalla necessità di mettere in rete le varie realtà produttive che si affacciano sul Mediterraneo, con l'obiettivo di facilitarne gli scambi. Le nuove tecnologie, dunque, al servizio dell'integrazione commerciale tra Italia e Grecia. Nella fattispecie saranno i porti di Gallipoli e quello di Patrasso i destinatari del restyling tecnologico previsto dall'operazione comunitaria. A tal proposito verrà realizzato anche un sito internet in gradi di facilitare il livello di interscambio funzionale con l'utenza, ma anche in gradi di meglio gestire la domanda e l'offerta relativa alle merci in arrivo e in partenza. Insomma, va concretizzandosi lentamente quel processo di messa in rete delle risorse e delle linee di sviluppo sposate da qualche anno a questa parte dalla Puglia e dalle aree produttive del Salento. Da qui la necessità di guardare al Mediterraneo come potenzialità di relazioni non solo culturali, ma anche soprattutto di carattere economico. In cabina di regia l'Unione Europea, che con le sue linee programmatiche di sviluppo territoriale interregionale tra i paesi comunitari 2000-2006, ha avviato quel percorso integrato che porterà entro il 2010 il Mezzogiorno d'Italia in una fase nuova di relazioni internazionali, inserite all'interno di un Mediterraneo inteso come sistema aperto di libero scambio.

Una prospettiva più volte presentata come unico sentiero realmente percorribile per il Sud Italia, per inserirsi all'interno delle dinamiche del commercio globale, soprattutto quello legato ai commerci marittimi. Lo stesso Presidente del Consiglio, Romano Prodi, lo ha recentemente sottolineato in occasione dell'inaugurazione della Fiera del Levante, soffermandosi altresì, sull'importanza della lotta alle contraffazioni delle merci, vero tallone d'achille per le economie europee e occidentali tutte. Ma quella che oggi riceverà la sua consacrazione formale è una realtà che, d'altra parte, si sposa con il lavoro di sviluppo integrato, previsto per le aree del Sud Salento del Pit 9, e che aveva previsto nella zona di Melissano un centro di smistamento, lavorazione, impacchettamento delle merci. Il che significa creare contestualmente un'ulteriore ricaduta economica sul territorio interessato, che non sarà solo punto di passaggio, ma anche di lavorazione della merce. Lo ha sottolineato lo stesso Remigio Venuti, sindaco di Casarano e presidente della società consortile Area Sistema. "Quello che variamo domani non è un progetto avulso dalla strategia complessiva cui come Area Sistema tendiamo ormai da tempo - si legge nella nota diffusa dal sindaco Venuti - né tantomeno dal progetto integrato territoriale, ormai entrato nella sua fase operativa. Proprio nel Pit 9, infatti - ha continuato - avevamo immaginato la realizzazione di una piattaforma logistica a Melissano, centro di smistamento, lavorazione, impacchettamento delle merci. Mettere in rete dal punto di vista funzionale i porti dell'Adriatico e soprattutto ottimizzare l'infrastruttura del porto di Gallipoli, a pochissimi chilometri da Melissano, servito anche dalle Ferrovie Sud-Est, significa poter garantire agli imprenditori del nostro territorio, e direi buona parte della Regione, uno strumento ulteriore per la commercializzazione dei prodotti". Ecco dunque il progetto di ammodernamento tecnologico del porto di Gallipoli diventa un punto di riferimento anche per il Salento e la sua realtà imprenditoriale e viene a colludere con le progettualità complessive pernsate all'interno del Pit 9. Tanto più che le linee di intervento non saranno solo indirizzate verso la progettazione e realizzazione di nuove piattaforme tecnologiche. Al centro della questione anche la sicurezza dei trasporti via mare e l'individuazione delle caratteristiche ottimali imprescindibili perché gli scambi possano avvenire in tempi giusti. Lo ha sottolineato lo stesso sindaco di Casarano, che nel rafforzamento delle relazioni transfrontaliere tra regioni adriatiche dell'Europa, in vista anche del suo prossimo allargamento, vede "una carta vincente per lo sviluppo e le economie dei nostri territori" (f. lef.)

Fonte: Paese Nuovo (pag. 4)