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La Regione Sardegna e' da oggi Autorita' Unica di Gestione del Programma multilaterale del bacino Mediterraneo (Enpi) dell'Unione Europea. Lo ha deciso all'unanimita', e dopo il ritiro delle candidature della Valencia e della Provenza da parte della Spagna e della Francia, la task force dei paesi che fanno parte del programma multilaterale per la cooperazione tra le regioni che si affacciano nel mar Mediterraneo. La regione sarda era la candidata unica dell'Italia, dopo che nei mesi scorsi era stato raggiunto un accordo fra il governo Prodi e le altre regioni italiane per una gestione congiunta del Programma Enpi. La sede dell'Autorita' di Gestione congiunta del Programma fa capo alla Presidenza della Regione, avra' sede a Cagliari e potra' avvalersi anche degli uffici della Regione di Roma e di Bruxelles. Il modello organizzativo prevede anche un'autorita' di pagamento, un'autorita' di certificazione e il Segretariato tecnico congiunto. Quest'ultimo con un forte carattere transnazionale, con personale proveniente da diversi paesi dell'area, sara' accompagnato da due focal points istituiti a livello delle macroregioni del Maghreb e Mashrek, in modo da garantire una maggiore vicinanza con i beneficiari del programma. Il programma Enpi coinvolge 19 paesi, 120 regioni (per l'Italia, oltre alla Sardegna, la Basilicata, la Calabria, la Campania, il Lazio, la Liguria, la Puglia, la Sicilia e la Toscana), e ha quattro obiettivi principali: lo sviluppo economico e sociale; le sfide comuni; i confini efficienti e sicuri, e la cooperazione tra i popoli. Il programma ha lo scopo di sottolineare gli effetti positivi che la cooperazione puo' portare allo sviluppo regionale, creando dinamiche che uniscano il potenziale territoriale e la capacita' dei partner, in vista di una soluzione dei problemi comuni e del miglioramento della competitivita' e della coesione delle regioni del bacino del Mediterraneo. Il programma deve percio' portare dei benefici ai partner delle due sponde. Questo principio del ''beneficio comune'' costituisce il cardine del programma e deve renderlo possibile sia per prendere meglio in considerazione la realta' mediterranea all'interno dell'Unione che per aiutare i Paesi limitrofi a prendere contatto coi regolamenti europei. Le condizioni per lo sviluppo del programma sono quelle di trattare le questioni strategiche comuni, e di affiancare - ma non sostituire - a livello territoriale gli strumenti specifici dell'azione europea. Inoltre di raggiungere una sufficiente massa critica e di creare spazi per una cooperazione perpetua. Il budget del programma si avvale di un contributo complessivo dell'Unione Europea di 173 milioni di euro (50% all'Erdf e 50% all'Enpi). Le risorse, indicativamente, verranno ripartite in questa maniera: il 10% all'assistenza tecnica; il 32,5% al primo obiettivo (sviluppo economico e sociale), il 32,5% al secondo obiettivo (sfide comuni), il 5% al terzo (confini sicuri ed efficienti) e il 20% al quarto (cooperazione tra i popoli). Il Presidente Soru ha indicato le ragioni per le quali l'Italia e la Sardegna possono svolgere un ruolo importante con l'Enpi. Sulla Sardegna, ha detto: ''Abbiamo una lunga storia di relazioni fra popoli del Mediterraneo, e una cultura che riflette molte culture. Ma anche esperienze innovative nel campo delle nuove tecnologie, che permettono di continuare oggi con nuovi mezzi una storia di proficui rapporti e di sviluppo economico e sociale, nella pace''.

Fonte: Asca