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Il Sottosegretario agli Affari Esteri Umberto Ranieri, accompagnato dal Segretario Generale della Farnesina, Ambasciatore Umberto Vattani, parteciperà domani e dopodomani a Spalato al Consiglio dei Ministri degli Esteri dell’Iniziativa Adriatica e Ionica, alla quale partecipano Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Slovenia e Repubblica Federale di Jugoslavia. La riunione di Spalato è la terza occasione di incontro dei Ministri degli Esteri dell’Iniziativa Adriatica e Ionica (dopo la riunione di Ancona nel maggio del 2000 che lanciò l’iniziativa e quella del febbraio 2001 svoltasi a Zagabria) e chiude il periodo di Presidenza Croata. A partire da Spalato sarà la Grecia ad esercitare per un anno la Presidenza dell’Iniziativa. Nel corso dei lavori sarà fatto il punto sull’andamento delle cinque Tavole Rotonde tematiche (Ambiente; Cooperazione Culturale e Inter-universitaria; Turismo Economia e Piccole e Medie Imprese; Lotta alla Criminalità e Sicurezza; Trasporti e Cooperazione Marittima) che si riuniranno a Spalato e a Trogir il 24 maggio, e servirà a definire gli orientamenti per le attività future dell’Iniziativa. Al termine del Consiglio verrà approvata una Dichiarazione Finale (Dichiarazione di Spalato) che, oltre a sottolineare la dimensione politica dell’Iniziativa, descriverà le linee essenziali degli impegni assunti dai sette paesi partecipanti nei cinque settori prioritari di cooperazione. Da parte italiana si intende valorizzare al massimo la riunione di Spalato anche nella sua dimensione politica e di cooperazione regionale. L’obiettivo è di creare condizioni di pace e stabilità nella regione, promuovendo la crescita economica e il progresso civile delle popolazioni dell’area, senza sovrapposizioni con altre iniziative regionali, ma favorendo una stretta interazione e le necessarie sinergie con queste ultime. In questo contesto è essenziale il ruolo che potrà svolgere l’Unione Europea attraverso i vari strumenti di cui dispone: Processo di Stabilizzazione e Associazione, CARDS, INTERREG ed altri fondi comunitari. Le iniziative messe in cantiere in questo primo anno di attività dell’Iniziativa sono nate col contributo essenziale dell’Italia. Nel dicembre scorso è stato adottato il Memorandum of Understanding che istituisce un Sistema di Allerta e Reazione per il controllo dei flussi di immigrazione illegale, cui hanno aderito anche alcuni paesi (Bulgaria, Macedonia, Cipro e Turchia) che non fanno parte dell’Iniziativa ma che sono interessati al rafforzamento della cooperazione regionale nel settore. In materia di cooperazione universitaria è stato lanciato il progetto UNIADRION per l’istituzione di una rete telematica di collegamento fra le varie università adriatiche, su impulso delle Università di Bologna e di Ancona. Con la riunione dei Ministri dell’Ambiente tenutasi ad Ancona il 16 marzo scorso sono state poste le basi per un’accresciuta cooperazione ambientale, attraverso la creazione di un meccanismo di consultazione periodica, l’avvio di progetti di cooperazione sulle energie rinnovabili, la conservazione del patrimonio ittico, il miglioramento della sicurezza alimentare, la lotta alla siccità e desertificazione, oltre alla predisposizione di piani d’emergenza comuni in casi di disastri ecologici. Altre iniziative sono state avviate in materia di cooperazione economica fra Piccole e Medie Imprese con l’obiettivo di creare condizioni favorevoli per il coordinamento di interventi di sviluppo regionale (comunitari in primo luogo, ma anche bilaterali o promossi nell’ambito di altri contesti di cooperazione regionale). A Spalato, a margine dei lavori delle Tavole Rotonde si terrà una riunione "match making" con la partecipazione di numerosi imprenditori, la cui organizzazione è stata curata dalle Autorità croate in stretto coordinamento con il Ministero per il Commercio con l’Estero italiano. Da parte italiana si attribuisce infine grande importanza alla sollecita entrata in vigore degli accordi bilaterali e trilaterali sulla sicurezza dei traffici marittimi firmati lo scorso anno in occasione della Conferenza di Ancona.

Fonte: Informest