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Presentato il progetto della Camera legale appulo albanese. Il neonato organismo rappresenta un ponte tra Italia e Albania in nome di integrazione, promozione, tutela e salvaguardia dei diritti "transfrontalieri". Con una particolare attenzione alla tutela dei minori. Sono sette gli avvocati baresi fondatori della Camera legale, associazione senza scopo di lucro, che punta a fornire la propria consulenza transnazionale in tema di diritto civile, amministrativo, contabile e tributario con sede a Bari e presto in Albania. Le prevista consulenze e prestazioni legali saranno fornite in Italia agli albanesi e in Albania col supporto di avvocati del posto nell'ottica di consolidare i rapporti tra le due sponde dell'Adriatico, nell'ambito di una conoscenza e supporto reciproco alla legalità. L'iniziativa è stata presentata ieri al terminal crociere del porto di Bari da parte di Adriana Cimmino, presidente pro tempore della Camera legale appulo albanese, alla presenza di Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo alla Regione Puglia e Arjan Vasjari, in rappresentanza del console albanese a Bari. "I due  Paesi costituiscono un binomio che affonda le sue radici in tempi lontani - ha spiegato il Presidente Cimmino - non solo legati dalla geografia, ma anche dalla storia. Il nostro obiettivo è dare vita a una cooperazione fattiva sui diritti transfrontalieri, anche attraverso lo studio, il raffronto e l'approfondimento di tematiche comuni tra Puglia e area balcanica, contando sul fattivo supporto della Regione".

Proprio il collegamento con iniziative e rapporti avviati in fiera con l'area balcanica da parte della Regione Puglia è stato rimarcato dall'assessore Godelli. "La Camera legale punta a praticare i problemi e non solo a parlarne - ha asserito - rappresentando un salto di qualità rispetto ad altri pur interessanti progetti. Infatti nasce direttamente da singoli soggetti sociali, gli avvocati, senza sollecitazioni istituzionali che, solo successivamente potranno essere di supporto". Peraltro la Regione - ha proseguito - ha bisogno di iniziare a costruire una rete a tutela dei diritti della popolazione albanese che vive e lavora in Puglia". A partire dai minori che giungono in Italia "di cui esiste un congruo numero la cui tutela dei diritti non è garantita" su entrambe le sponde dell'Adriatico ha concluso Godelli. Particolare attenzione che è stata subito promessa dalla Cimmino, peraltro presidente della Camera penale per i minori di Bari, auspicando una fattiva collaborazione da parte del Paese delle Aquile. Quindi, prospettando il futuro ingresso dell'Unione Europea, la Godelli ha ipotizzato l'importanza dell'iniziativa ai fini della necessaria armonizzazione delle regole giuridiche attraverso un percorso di sostegno per l'integrazione delle stesse. Lo ha definito un momento storico Arjan Vasjari in quanto "la Camera legale può diventare un punto di riferimento per quella che definisco una parte albanese della società italiana". "Infatti - ha aggiunto - si parla tanto di rispetto delle regole ma poco di diritti e libertà offerti agli stessi albanesi" che in fondo è il motivo per cui "il popolo albanese ritiene da sempre l'Italia come la terra promessa". "Speriamo che l'iniziativa, ambiziosa ma realizzabile - ha concluso Vasjari - non si fermi all'ambito legale, ma abbia un effettivo riscontro".

di Ninì Perchiazzi

Fonte: Gazzetta di Bari (pag. 3)