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Itinerari e incontri di musica popolare tra l’Albania, il Salento e i Balcani “Zemëra ime, ahi lu core meu!” vuole essere un’espressione dell’incontro tra diverse culture musicali: l’Albania ed il Salento nella più generale cornice del rapporto tra cultura musicale balcanica e occidentale.

Culture diverse, ma accomunate dal legame alle proprie radici storiche e dalla crescente tensione a “guardare fuori” i propri confini nazionali, ad intraprendere viaggi per “conoscere”, per “farsi conoscere” e per “riconoscersi” parte di uno spazio comune di convivenza tra identità diverse. Nella prima parte del concerto, il gruppo di musica salentina “Ariafrisca” propone un “dialogo” tra la tradizione musicale albanese e quella salentina. Il loro concerto presenta i risultati di un laboratorio che ha visto interagire ricercatori e musicisti provenienti dalla tradizione popolare dell’Albania e del Salento, con l’intento di sperimentare uno scambio inter-culturale di conoscenze, esperienze e vissuti delle rispettive tradizioni. Per la parte riguardante la tradizione albanese, al laboratorio hanno partecipato Silvana Licursi, ricercatrice e straordinaria interprete della musica tradizionale popolare d’Albania e delle comunità Albanesi in Italia, e Nicola Rosiello, esperto di danze popolari balcaniche.

La riproposizione dei canti tradizionali albanesi con lo stile vocale, gli strumenti e la musicalità tradizionale salentina, ha permesso di scoprire soprendenti “affinità e richiami” tra le melodie, i ritmi e le “atmosfere musicali” specifiche delle due tradizioni musicali. La musica, inoltre, si accompagna alla danza tradizionale: la pizzica salentina ed alcuni dei numerosi balli tradizionali albanesi. Di particolare suggestione, infine, è l’accostamento tra le due tradizioni polifoniche popolari salentina e albanese. Per la parte albanese, gli Ariafrisca ripropongono canti polifonici ascoltati dal gruppo “Buronjat Labe” del sud dell’Albania. Nella seconda parte del concerto si esibisce “Talea”, gruppo di musica balcanica. Il nome di questa formazione gioca molto liberamente sul duplice significato della parola Talea, quello legato alla botanica e quello legato alla musicologia. Si vuole così contemporaneamente tanto alludere alla fertilità dell'innesto sperimentato fra gli elementi delle culture balcanica e occidentale, quanto (pensando alle taleae dell'Ars Nova) sottolineare la particolare ricchezza delle soluzione ritmiche che ne derivano. Ai brani del repertorio proveniente dalla cultura musicale balcanica (Albania, Bosnia, Macedonia, Romania) danno un marcato sapore etnico sia il flusso ritmico particolarmente incalzante sia l'intrigante andamento melodico, mentre di sapore occidentale sono gli spazi solistici che sconfinano con disinvoltura nell'ambito jazzistico. Gli strumentisti, tutti di formazione accademica, acquisita in conservatori italiani e arricchita da importanti esperienze jazzistiche, giocano a creare una cornice nuova e attualissima alle melodie tradizionali cantate dalla vocalist del gruppo. L’iniziativa sarà svolta in tre tappe: il 22 agosto a Castro Marina (piazza Dante); il 23 agosto Torre Pali (Marina di Salve); il 24 agosto a S. Cesarea Terme (piazzale delle Terme). Inizio concerti ore 22.00. L’iniziativa fa parte del “Festival della cultura albanese” avviato nell’ambito del Progetto ACCIA ARTE finanziato dalla Regione Puglia con il Programma di iniziativa Comunitaria INTERREG IIIA Italia-Albania. Il progetto è coordinato dal Comune di Gallipoli con la partecipazione dei Comuni di Maglie, Otranto, Ugento, Salve, Morciano di Leuca, Patù, Castro, Santa Cesarea Terme. Per informazioni: Comune di Gallipoli, Ufficio Progetti Speciali, 0833.260282; Daniele Morciano, Ariafrisca, 333.3470265

La musica di tradizione popolare d’Albania La particolare conformazione montuosa del territorio e le difficoltà di collegamento tra le diverse aree dell’Albania, ha permesso la nascita di un patrimonio musicale tradizionale molto ricco e diversificato. Il fiume Shkumbin, che attraversa il Paese da est a ovest, è un confine naturale ma anche culturale, religioso e musicale tra nord e sud. Nel Nord, dove l'Islam è ancora oggi la religione largamente dominante, la musica è monofonica ed è principalmente caratterizzata dai canti epici che evocano il ciclo degli eroi "kreshnik". Gli strumenti principali sono la viola monocorda "lahutë" con archetto, il liuto a due corde e manico lungo "çifteli" ed il liuto "sharki". Tirana e le città costiere di Dürres e Kavajë costituiscono una zona intermedia e sono parte sono caratterizzate da influenze orientali legate all'urbanità. A sud, è invece viva l'influenza della musica bizantina, con una forte presenza della religione ortodossa. Si tratta dell’area di predilezione della polifonia vocale che viene praticata nei villaggi di montagna in numerose occasioni. Nel XV secolo, l’Italia è stata interessata da una massiccia immigrazione di comunità albanesi, in fuga dal dominio dell’Impero Ottomano. Le comunità albanesi in Italia sono diffuse soprattutto in Calabria, Puglia e Sicilia ed in parte hanno conservato nel tempo il proprio patrimonio culturale originario come “elemento di distinzione”, nella lingua e nella religione, così come nella musica e nella danza. Il ballo albanese ha origini vecchie quanto il popolo che gli appartiene. Tra i balli tradizionali si possono citare il l ballo della coppia che si sposa, il ballo delle aquile, il ballo della guerra e della pace. Il ballo è stato ed è sempre presente, dalla nascita, nei matrimoni, nei compleanni e non manca neanche nelle feste familiari più semplici, o per Natale e Capodanno.

Fonte: La pizzicata