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Un gala' con tutti gli ingredienti tradizionali dell'immagine italiana nel mondo - cibo di qualita', sfilata di moda, musica - ha chiuso ieri sera a Belgrado la settimana dell'Italian Culinary Festival: una iniziativa inedita nei Balcani votata alla diffusione della cultura gastronomica del Bel Paese in Serbia. Organizzato dall'Istituto per il commercio con l'estero (Ice) in collaborazione con l'Accademia internazionale di cucina italiana di Parma (Alma), il festival e' culminato nell'organizzazione del primo corso di alta gastronomia destinato agli chef serbi: con un insegnante d'eccezione come Michel Magada, allievo di Gulatiero Marchesi e nome emergente della scuola gastronomica italiana a livello internazionale. Il tutto si e' chiuso con una cena di gala - accompagnata da una sfilata e da un concerto - durante la quale sono stati proposti piatti sofisticati, annaffiati da vini di fama. Non e' mancata la premiazione finale dei migliori allievi serbi del corso - chef di 25 fra i piu' quotati ristoranti italiani del Paese ex jugoslavo - affidata all'ambasciatore italiano a Belgrado, Alessandro Merola, e al direttore dell'ufficio Ice, Enrico Barbieri. Il corso di alta gastronomia, e' stato osservato, costituisce ''l'asse centrale'' di questa nuova iniziativa, destinata a ripetersi, poiche' il gusto italiano rappresenta una dei fattori trainanti dell'immagine complessiva e della penetrazione economica del Paese all'estero. E gioca un ruolo particolarmente significativo in una realta' come quella della Serbia, la maggiore delle repubbliche ex jugoslave, ''considerata la diffusa passione per l'Italia nelle sue varie manifestazioni''. Partner commerciale di primo piano nei Balcani, in forte rilancio negli ultimi anni nelle relazioni bilaterali con Roma, la nuova Serbia post-Milosevic e' stata al centro di recente di investimenti italiani assai rilevanti (dal settore bancario a quello assicurativo) oltre che protagonista di un vivace incremento del rapporto di import-export con la Penisola. E proprio nel comparto agro-alimentare ha fatto segnare nei primi otto mesi del 2006 un'ulteriore crescita del 10% delle importazioni dall'Italia, per un valore pari a quasi 16 milioni di euro.

Fonte: Aise