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L'Albania puo' vantare un patrimonio di oltre 10 grandi siti archeologici e circa 2.100 importanti momumenti, ma i finanziamenti statali sono carenti. ''Negli ultimi anni c'e stato un disinteresse totale per promuovere questi patrimoni di enorme valore'', ha detto ad ANSAmed Apollon Bace, direttore dell'Istituto dei Monumenti, ''finalmente adesso si sta prestando maggiore attenzione, anche perche' il governo si e' posto come uno dei suoi obiettivi lo sviluppo del turismo culturale''. Tra i piu' importanti siti archeologici c'e' Butrint, a Saranda, nel sud dell'Albania di fronte all'isola greca di Corfu'. A scoprirlo nel XVI secolo e' stato l'italiano Ciriaco d'Ancona e poi, 300 anni dopo, fu un altro italiano, Luigi Ugolini, ad effettuare negli anni 30 i primi scavi che avrebbero portato alla luce un intera citta' antica che risale agli anni 500 avanti cristo. Butrint e' oggi la zona piu' visitata, grazie anche al flusso dei turisti stranieri provenienti dalla Grecia. Equipe inglesi e italiane continuano ad esplorare e a scoprire nuove tracce di un centro abitato antico che si estendono su una superficie di alcuni chilometri quadrati. A Durazzo, invece, sorge un grande anfiteatro romano situato nel centro della citta'. Anche qui, spedizioni di archeologi italiani, effettuano ogni anno nuove ricerche. Gli altri siti, tra cui Apollonia e Bylis nel sud-est dell'Albania, risalgono a un periodo compreso tra il V e il V secolo a. C. Conservati con molta cura durante il regime comunista, nei primi anni Novanta importanti opere e reperti archeologici furono rubate e trasportate illegalmente, specialmente in Grecia, dove solo alcune sono state bloccate dalla polizia per poter essere restituite all'Albania.

Fonte: Ansa Balcani