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L'Europa "non come una fortezza assediata", ma come luogo di dialogo: ciò che può esorcizzare i fantasmi del passato "è un processo di convivialità tra i popoli" e in quest'ottica "la Turchia è davanti a noi come una possibilità". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che ha partecipato al forum dei cittadini italo-greco 'Bari-Patrasso' e che ha parlato di "crisi di un modello di integrazione dall'alto" nell'Unione Europea, senza il coinvolgimento dei popoli. L'incontro si è tenuto nell'aula Aldo Moro della facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bari, con collegamento in videoconferenza con la sala convegni del porto di Patrasso. Tema del convegno: 'Integrazione europea e immigrazione - La nuova politica di vicinato dell'Unione Europea'.

Il Forum è stato organizzato dalla Direzione dell'Ufficio Informazione per l'Italia del parlamento europeo e da Europa Direct Puglia. E anche il Mezzogiorno d'Italia può fare sicuramente la sua parte in questo processo. "Il Sud d'Italia se concepisce se stesso -ha detto Vendola- non come area di raccordo, come il territorio di cerniera tra i punti cardinali del mondo, e se struttura la propria programmazione, la propria progettualità come la piattaforma logistica attrezzata, intelligente dell'Europa nel Mediterraneo, credo che può avere un grande futuro: senza questa prospettiva il Sud è destinato ad avvitarsi nelle proprie lamentazioni e nelle proprie crisi". "Negli ultimi anni ha prevalso il primato dell'integrazione monetaria piuttosto che un'idea di civiltà europea che naturalmente non può che avere le proprie radice nel Mediterraneo". "Bisogna -ha detto Vendola - dichiarare la crisi di un modello di integrazione che ha lavorato dall'alto, ha cercato di immaginare, di dotare l'Europa di un'anima giuridica, di un patto costituzionale scritto senza un grande dibattito che coinvolgesse le culture e i popoli europei". L'Italia, "di fronte a quella crisi che si è verificata soprattutto con i referendum che hanno bocciato la Costituzione Europea in Francia e in Olanda può essere - secondo Vendola - il suggeritore per una ripresa utile e intelligente di questo processo costituente, a partire proprio da un confronto a tutto campo". Vendola ha sottolineato nel suo intervento che "la civiltà europea, per non essere una retorica e tanto più una retorica sciovinista, deve in qualche maniera orientarsi non soltanto sulla varietà delle culture, sulle radici greche, giudaico-cristiane del nostro continente, ma deve provare a mettere in relazione i popoli europei, sapendo che l'integrazione ad est ha avuto dei costi, ma soprattutto dei benfici e che l'integrazione dell'area balcanica avrà ancora più benefici visto che un pezzo della storia d'Europa si è giocata nel male dalle parti di Sarajevo". Al riguardo Vendola ha citato la "possibilità", offerta all'Europa come luogo di dialogo, dall'ingresso della Turchia nell'Ue e del ruolo che a questo riguardo può essere svolto dal Mezzogiorno d'Italia. Ai lavori del forum sono intervenuti, tra gli altri, il Rettore dell'Università di Bari, Corrado Petrocelli, il Preside della facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bari, Ennio Triggiani e il vice direttore dell'ufficio di informazione per l'Italia del Parlamento Europeo, Paolo Meucci. tutti hanno sottolineato l'attualità del tema affrontato: dal 1° maggio 2004, a seguito dell'ultimo allargamento, le frontiere esterne dell'Unione sono mutate e ciò ha intensificato - è stato evidenziato - il dibattito sulla creazione di strumenti capaci di garantire maggiore stabilità, legalità e rispetto dei diritti umani. La capacità dell'Unione Europea di rispondere alle preoccupazioni connesse al fenomeno dell'immigrazione attraverso una futura politica comune diretta a creare uno spazio comune di sicurezza e stabilità, sarà dunque un aspetto - è stato sottolineato nel corso del Forum - da cui non si può prescindere per una crescita sociale, culturale ed economica del nostro contienente.

Fonte: Quotidiano di Bari (pag. 6)