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L'entusiasmo del Montenegro, il gelo dell'Albania. La proposta del consiglio regionale pugliese di istituire con le assemble legislative dei due paesi transadriatici una conferenza permanente e trilaterale di consultazione è stata accolta in modo opposto. Podgorica pasticcia con il protocollo, ma dice sì. Tirana accoglie con riguardo la delegazione pugliese, ma oppone un cortese rifiuto. La partita, tuttavia, non è chiusa. Se ne riparlerà in sede tecnica, quando i funzionari delle tre istituzioni apriranno un dossier per tentare di attenuare le resistenze di parte albanese e chiarire ogni forma di dubbio.Nei giorni scorsi una delegazione del consiglio regionale si è recata prima a Tirana e poi a Podgorica, capitale della neo costituita repubblica del Montenegro, per incontrare i vertici dei rispettivi parlamenti. La delegazione pugliese era guidata dal vice presidente del consiglio Luciano Mineo. Con lui il dirigente Waldemaro Morgese, direttore della Biblioteca del consiglio regionale e animatore di un programma di collaborazione tra Puglia e Albania per la gestione delle rispettive biblioteche (finanziato con fondi Ue). La presidenza del consiglio ha voluto approfittare della visita per mettere in atto una delle raccomandazioni emanate a Venezia, alla fine di ottobre, dalla Conferenza delle assemblee legislative europee: istituire rapporti di collaborazione e scambio di esperienze tra assemblee legislative, nazionali e locali. La Puglia pensa ai Balcani, interlocutori naturali, stende una bozza di intesa e fissa due appuntamenti, a Tirana e Podgorica.

All'incontro con la giovane presidente del parlamento albanese Jozefina Topalli, è presente l'ambasciatore italiano in Albania Attilio Iannucci. "Leggerò la proposta - dice il presidente - ma sarebbe meglio istituire la conferenza tra i consigli regionali". Come dire la proposta arrivata da un'assemblea regionale non ci interessa. Mineo, nel corso dell'incontro, prova a rassicurare: "E' la stessa conferenza delle assemblee a raccomandare l'incrocio tra esperienze locali e nazionali". Del resto, si parla di assemblee legislative e le istituzioni locali albanesi non lo sono. La Topalli è irremovibile: "Noi siamo molto attenti al decentramento e all'azione dei consigli regionali". La risposta è chiara, ma la porta non è chiusa del tutto. Un gruppo misto di tecnici affronterà e studierà la questione. Di tutt'altro tenore l'incontro con il Montenegro. Il presidente del parlamento, Ranko Krivokapic, è assente al momento dell'arrivo della delegazione pugliese. Avvertito, invia prima il consigliere e poi i vice presidente, Rifat Rastoder. Porte aperte alla Puglia e voglia di collaborazione. Dietro si intravede un desiderio di essere riconoscibili come stato indipendente, dopo il referendum della scorsa primavera. E anche di attrarre capitali italiani in Montenegro. Che, è stato detto, sono i benvenuti.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno (pag. 2)