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Per evitare all'Adriatico un futuro senza pesce, il progetto 'Adri.Blu', finanziato dalla Comunita' Europea, ha varato, dopo tre anni di lavoro, una serie di misure. Le piu' rilevanti (illustrate in un convegno a Rimini) sono la realizzazione di un modello aggiornato di controllo dell'area marina dell'alto Adriatico e la costruzione di barriere artificiali per difendere le specie e la loro riproduzione. Gli strumenti sono stati elaborati da una equipe di esperti delle Regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, con il coinvolgimento dell'Istria e della Bosnia Erzegovina. Il territorio verra' ridisegnato con la mappatura georeferenziata delle aree attraverso il Geographic information system (Gis). Il Gis dovra' riordinare e integrare tutte le mappe delle aree interessate al progetto, digitalizzarle e inserirle in un database consultabile sia dagli Enti sia da pescatori e allevatori. La realizzazione del Gis, coordinato dalla Regione Friuli, prevede l'installazione sulle due sponde dell'alto Adriatico di 5 stazioni di rilevamento elettroniche. Per favorire la naturale funzione di nursery dell'Adriatico saranno create, davanti alle coste delle tre Regioni italiane, barriere dotate anche di nidi artificiali (specialmente per la riproduzione dei cefalopodi) e di sistemi di telemonitoraggio. Tra le aree individuate per la posa (interdette alla pesca professionale) ci sono Ravenna, Cesenatico, Cattolica, Lignano Sabbiadoro, Porto Tolle, Rovigo. Il progetto prevede anche un'intensa azione di formazione per i pescatori.

Fonte: Ansa Balcani