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{mosimage}Reti di mobilita', competitivita' dei sistemi produttivi e occupazione, ma anche uso sostenibile delle risorse ambientali, ricerca e innovazione: questi i punti su cui si concentra la maggior parte degli interventi secondo le priorita' delineate dal Quadro strategico italiano per la ripartizione dei fondi Ue 2007-2013.

La proposta italiana di Quadro strategico nazionale per la politica regionale di sviluppo 2007-2013, messa a punto in versione definitiva dopo una fase di confronto informale con la Commissione europea, e' stata trasmessa il 2 marzo scorso allo stesso esecutivo Ue per l'esame finale.

Per la Commissione si annuncia infatti un intenso periodo di lavoro sulla politica di coesione. Il 2007 e' l'anno della finalizzazione di tutti i Quadri di riferimento strategico nazionali, ma dovranno anche essere approvati 328 Programmi operativi per il Fondo europeo di sviluppo regionale nonche' i 122 programmi per il Fondo di coesione. Il Quadro italiano, che la prossima settimana, il 21 marzo, sara' presentato anche in un incontro al parlamento europeo, prevede per l'Italia la ripartizione di finanziamenti comunitari per 25,5 miliardi di euro.
Di questi il 75% (20,08 mld) circa andra' alle regioni dell'obiettivo convergenza, ossia quelle con un pil sotto il 75% della media Ue, cioe' Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, piu' la Basilicata in 'phasing out', uscita dall'ex obiettivo 1 solo per effetto statistico derivante dall'allargamento dell'Ue.

Il 22% (4,7 mld) invece andra' alle aree in obiettivo competitivita', ossia tutte le altre regioni italiane piu' la Sardegna che si trova nella situazione di phasing in (uscita naturale dall'ex obiettivo 1).

Infine il 3% (750 mln) e' destinato alla cooperazione territoriale.

Nel periodo precedente (2000-2006) all'Italia dall'Ue erano stati destinati 27,4 miliardi di euro, ma nell'attuale periodo di programmazione, si fa notare, sono state modificate sia le aree eleggibili sia la natura degli obiettivi.

L'Italia resta comunque al terzo posto tra i beneficiari, dopo Spagna e Polonia. L'Italia, che alla programmazione comunitaria ha unificato anche quella della politica regionale nazionale (fondi FAS ha individuato quattro macro-priorita': sviluppare i circuiti della conoscenza; accrescere la qualita' della vita, la sicurezza e l'inclusione sociale dei territori; potenziare le filiere produttive, i servizi e la concorrenza; internazionalizzare e modernizzare l'economia, la societa' e le amministrazioni.

Fonte: ANSAmed.