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La Puglia al fianco dell’Albania per aiutare “il paese delle Aquile” a spiccare il volo verso l’Europa. E’ questo il senso del progetto di collaborazione promosso dalla Regione puglia con l’obiettivo di ricostruire il sistema sanitario albanese secondo standard modelli moderni e di qualità dell’ingresso del paese balcanico in Ue previsto per il 2014.

L’iniziativa è stata illustrata ieri dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e dal ministro della Sanità albanese Naed Ndoka nel corso di un convegno dedicato al tema della collaborazione tra i due paesi nell’ambito della mostra-convegno Sanit in corso a Roma. Per il progetto –inserito nel Programma di iniziativa comunitaria Interreg III A Italia-Albania (con uno stanziamento europeo complessivo di 70 milioni di euro) e nel quale la Puglia è appunto capofila- è previsto un finanziamento da parte dell’Europa di otto miliardi di euro. Tre le linee di intervento principali: la Puglia gestirà l’attivazione di un osservatorio epidemiologico nazionale per il monitoraggio delle malattie più diffuse; coordinerà l’avvio di un programma di diagnosi precoce dei tumori femminili (utero e mammella) e di un altro programma per il trapianto di rene da donatore vivente.

Terzo obiettivo sarà poi il trasferimento di know how per formare il personale sanitario albanese e per creare un sistema informativo sanitario e un modello contabile moderno. Infine, ha chiarito Vendola, di potenziare e qualificare l’offerta dei servizi del sistema sanitario albanese nella prospettiva di un allineamento del paese ai più moderni sistemi europei. “Vogliamo aiutare l’Albania –ha proseguito- a raggiungere quei parametri di efficienza e di efficacia che sono dei sistemi sanitari in Europa in vista dell’appuntamento del 2014. Vendola si è quindi detto un convinto sostenitore dell’ingresso del paese in Ue: “Per noi che siamo degli entusiasti dell’ingresso dei Balcani occidentali in Europa –ha commentato- essere al fianco dell’Albania per il raggiungimento di standard sanitari decisivi per entrare in Europa, rappresenta una sfida importante”. Previsti anche programmi di formazione gestiti da medici italiani a favore di collegni albanesi: “L’idea –ha spiegato Vendola- non è quella di portare il pesce a chi ha fame, bensì di fornire le canne da pesca perché il paese diventi autonomo”.

Soddisfazione per il progetto è stata espressa anche dal sottosegretario alla salute Antonio Gaglione e si tratta di un’iniziativa di svolta secondo il ministro Ndoka: “Siamo in fase di riforma del sistema sanitario –ha affermato- e questoprogetto ci dà la spinta giusta verso la strada delle riforme. Stimao costruendo una nuova politica e per noi sarà fondamentale, con la collaborazione italiana, creare un nuovo sistema di informatizzazione. Il nostro impegno –ha concluso il ministro albanese- sarà massimo”.

Fonte: Quotidiano di Puglia (pag. 5)