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Sarà ancora una volta Brindisi lo snodo cruciale di un importante progetto energetico: un elettrodo sottomarino che porterà in Italia la produzione di un mega-parco eolico sulle montagne albanesi, probabilmente il più grande d’Europa con i suoi 500 megawatt installati (circa 250 aerogeneratori).

Opera che dovrebbe essere pronta, secondo le stime della società proponente, la siciliana Wind Power Resources del gruppo Moncada, in 43 mesi dall’avvio dell’iter autorizzativi. La domanda di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’elettrodo è già arrivata a Regione Puglia, Provincia e Comune di Brindisi per i relativi pareri. Il ministero competente è quello dello Sviluppo economico, ministero cointeressato quello dell’Ambiente. Contestualmente il gruppo Moncada richiede la dichiarazione di inamovibilità e pubblica utilità, l’indifferibilità e l’urgenza dell’opera, “con apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, con effetto di variante agli strumenti urbanistici vigenti”.

Un cavo nell’abisso. L’elettrodo Moncada (una merchant line a tutti gli effetti) sarà lungo 155 chilometri, 130 dei quali in cavo sottomarino che toccherà  la profondità massima di 825 metri. Undici chilometri di cavo interrato, poi, uniranno la sottostazione elettrica (Sse) di Babica-Valona al punto di ingresso in mare, e altri 14 chilometri –sempre in percorso interrato- il punto di approdo tra la centrale Enel di Cerano (40 metri dal confine sud) e il vicino bosco, riserva regionale orientata e la sottostazione elettrica di Brindisi Sud. In Albania, tra i monti Kanalit e Lungara, sorgerà il gigantesco impianto che avrà una produzione annua prevista di un terawatt (mille gigawatt). L’elettrodotto di interconnessione in corrente continua all’Italia è di tipo monopolare con conduttore di ritorno, 400 kilovolt di potenziale elettrico e 500 megawatt di capacità. Il progetto, basato sui contenuti dell’accordo del 10 maggio 2006 tra i ministeri italiani dello Sviluppo e dell’Ambiente, e il ministro albanese dell’economia, commercio ed energia, dovrebbe costare 190 milioni di euro solo nelle parti delle sottostazioni di conversione (costo 45 milioni ciascuna), del cavo e della posa dello stesso (80 milioni) e delle opere civili da realizzare “insourcing” (20 milioni).

Il percorso. Dal punto di vista di approdo a Cerano, il cavo interrato seguirà la strada provinciale 87 per 4,6 chilometri, poi supererà tramite cavalcavia la linea ferroviaria Lecce-Brindisi e la superstrada 613. Seguirà per 1,5 chilometri la provinciale 81, attraverserà a raso la statale 16, ancora la provinciale 81 per 1,6 chilometri, quindi fondi agricoli, strade rurali e una interpolale per 2,4 chilometri per aggirare la frazione di Tuturano. Infine, attraversamento del gasdotto Snam, ancora 3,1 chilometri lungo la provinciale 81 attraversando il Canale Foggia di Rau e –lungo uno sterrato- arrivo alla sottostazione di Brindisi Sud.

Import incondizionato. Il quantitativo di energia elettrica da immettere nelle rete di trasmissione nazionale è condizionato, però, alle esigenze dell’Albania, dove il 30% del fabbisogno nazionale (di circa 6,8 terawatt) è coperto da acquisti in Grecia e Montenegro. A Valona, il gruppo Fiat sta realizzando una centrale a ciclo combianto da 100 megawatt per 0,8 terawatt di produzione annua e sono in costruzione tre nuovi grandi elettrodotti, uno da Elbasan e Tirana sino a Podgorica.

di Marcello Orlandini

Fonte: Corriere del Mezzogiorno (pag. 11)