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{mosimage}Parla anche del futuro del Kosovo e dell'area balcanica il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, oggi a Bari a conclusione del vertice Puglia-Albania sui temi della legalità e dello sviluppo. Ricordando le future scadenze che impegneranno l'Italia partecipare in seno al Consiglio di sicurezza dell'Onu, dove si potrebbe arrivare ad una risoluzione sul Kosovo, D'Alema dice: "Noi sosteniamo uno statuto d'indipendenza per il Kosovo. Comprendiamo come questa scelta sia pesante e drammatica dal punto di vista della Serbia". D'Alema ha aggiunto: "Ma la Serbia deve comprendere che questa decisione è punto d'arrivo di un processo storico che si è già consumato. Conviene ad un Paese forte, vitale, come la Serbia volgersi al futuro e non rimanere legata ad un'impostazione del passato". Il ministro degli Esteri esorta la Serbia a "ripensare il suo ruolo che resterà cruciale in un'area in cui essa continua a rappresentare il Paese più popoloso. Un ruolo vitale ripensato nel quadro di una Regione con numerosi Stati indipendenti. Non si può pensare di ripristinare e difendere una forma federale che purtroppo è stata travolta dagli eventi storici, non senza responsabilità di una classe dirigente arroccata nel nazionalismo". Ma D'Alema non si riferisce alla classe dirigente attuale, "Che è democratica". Quindi l'obiettivo ora è "collaborare con loro per uscire da queste difficoltà". L'Italia sostiene il piano del politico del mediatore Onu Ahtisaari, ricorda D'Alema, sottolineando la necessità della tutela delle minoranze e dei luoghi sacri ortodossi e conclude "lavoriamo perché riprenda il dialogo con la Serbia con spirito di apertura e di inclusione. Un passaggio difficile, ma speriamo non drammatico".

fonte: Apcom.