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{mosimage}Oggi, venerdì 14 Novembre, presso la Sala Federico II di Villa Romanazzi Carducci, si è tenuta la Tavola Rotonda dal titolo “Cooperare per integrare: il risparmio dei migranti per lo sviluppo italo–albanese”, inserita nell’ambito del Programma di prossimità Italia–Albania Interreg/Cards III A.



Durante la Tavola Rotonda è stato chiarito al pubblico in che modo il risparmio dei popoli migranti costituisca un elemento fondamentale per lo sviluppo italo–albanese e perché quindi sia necessario cooperare in questo senso per una maggiore integrazione.


Gli scambi bidirezionali di risorse umane, beni e capitali fra Puglia e Albania, negli ultimi anni, si sono fortemente intensificati. Gli albanesi che vivono in Puglia appartengono alla comunità migrante più numerosa della regione, con circa 19.520 residenti, di cui circa 28.000 soggiornanti regolari. La comunità albanese in Italia è poi in continua espansione: è la seconda più numerosa dopo quella rumena. Sono circa 40 milioni di euro i risparmi inviati ogni anno dalle famiglie albanesi che vivono in Puglia alle loro famiglie di origine. Tuttavia si stima che quasi il 90% di questi risparmi utilizzi canali informali, in quanto affidati a conoscenti o parenti che tornano in patria. Questi dati si presentano come una grande potenzialità di sviluppo per le banche e per gli operatori finanziari, sia per la Puglia che per l’Italia e l’Albania. A livello nazionale poi, le rimesse degli albanesi sono pari a quasi 144 milioni di euro, senza contare il flusso finanziario che percorre invece i canali informali.


Si rende necessaria quindi una maggiore integrazione fra i sistemi finanziari dei due Paesi volta a valorizzare le rimesse dei migranti e a favorire anche l’inclusione della popolazione. Per raggiungere questo obiettivo, la Regione Puglia, in un approccio strategico transnazionale, ha avviato negli ultimi anni numerosi progetti, volti ad affermare un modello sociale ed economico di inclusione e di cooperazione italo–pugliese.


"La politica del Sistema Italia individua nell'area balcanica un'area di potenziale  integrazione con l'UE - ha dichiarato l’Assessore al Mediterraneo Silvia Godelli - e la nuova programmazione ci consente di lavorare su diverse tipologie di iniziative di cooperazione, non solo quelle che riguardano la cultura, ma anche quelle che riguardano progetti di sviluppo. In questa ottica la governance dei processi finanziari e dei sistemi bancari come motore economico e sociale diventa sempre più strategica."


"L'effettiva integrazione delle comunità albanesi, ha aggiunto Bernardo Notarangelo, Autorità di Gestione del Programma Interreg Italia–Albania, Regione Puglia, passa anche attraverso l'accessibilità ai servizi bancari e finanziari, condizione essenziale per la completa realizzazione dello status di cittadino."


Prova dell’interesse dalla Regione Puglia per l’area balcanica sono in particolare i quattro progetti realizzati nel 2007–2008 e presentati oggi alla Tavola Rotonda a Bari: Handled with Care, che ha incentivato la realizzazione di un prodotto di rimessa fra due istituti di credito, uno operante in Puglia e l’altro in Albania; Aquifalc, che ha portato alla nascita del centro italo–albanese per la ricerca economica e sociale; Banking Bridge, che ha promosso la creazione di due Intercultural Financial Service Center; Fondo di Garanzia di Artigiancredito Puglia, che è stato costituito per agevolare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese italiane che operano in Albania e da parte di imprenditori albanesi immigrati in Puglia.


"Il primo passo è fare in modo che gli albanesi scelgano i canali formali per l’invio dei propri risparmi in patria" ha dichiarato Giampietro Pizzo, Presidente di Microfinanza "Per affermare questa pratica, è opportuno che le banche e gli operatori finanziari creino un’offerta interessante per le popolazioni immigrate, che non si limiti agli eventuali sconti sulle commissioni di invio. La risposta è l’accesso al credito, sia in termini di condizioni economiche richieste che di disponibilità del servizio sul territorio in Puglia e in Albania. Solo attraverso il credito i migranti albanesi e i loro familiari in Albania possono avviare iniziative imprenditoriali con possibile indotto sia in Puglia che nel Paese di origine".



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