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{mosimage}Tappa pugliese per "Tuttaunaltracosa 2007", la fiera nazionale itinerante del commercio equo e solidale che, per la sua tredicesima edizione, ha scelto di ripartire da Sud. Si è svolta infatti e non a caso a Galatina (Lecce, 15-17 giugno), presso il parco fieristico del Salento,

 questa grande rassegna annuale che ha inteso promuovere modelli di economia alternativa e stimolare una riflessione sull'educazione alla mondialità e sull’integrazione dei mercati ovvero sull’altra-economia, quella sostenibile e responsabile.

La scelta di Galatina, come luogo di svolgimento dell’evento, ha risposto all’esigenza di offrire alla cittadinanza salentina e ai molti turisti, una testimonianza forte della realtà del commercio equo e solidale presente nel Salento e in tutta la regione Puglia, che, con oltre 30 punti-vendita segnalati su tutto il territorio, risulta essere, in quest’ottica, fra le più dinamiche dell’intero meridione.

La fiera, organizzata dall’Associazione “Botteghe del mondo” Italia si è collegata in questa edizione al Festival del Salento Negroamaro, rassegna culturale itinerante, e a Solidaria-Direzione Sud, Fiera Mediterranea dell’Economia Alternativa e Sostenibile.

Nelle aree preposte si sono svolti incontri per la discussione sulla situazione israelo-palestinese, sull’educazione e gli scambi culturali per i ragazzi, di confronto per la presentazione di una legge del Madagascar sul commercio equo e solidale (con una delegazione malgascia del Ministero degli esteri), di illustrazione della prima linea di prodotti detergenti e detersivi per la casa di composizione equo-solidale.

Vi hanno partecipato circa 70 stand ognuno dei quali ha potuto presentare la realtà dello sviluppo economico e sociale dei paesi del sud del mondo attraverso la produzione, l’esposizione e la vendita di prodotti quali i fiori di carta della Sri Lanka, gli oggetti di legno, le pietre del Madagascar, i prodotti aborigeni indonesiani, le stoffe e i vestiti del Senegal, la cioccolata modicana con cacao proveniente dall’America latina, i maglioni di alpaca della Bolivia, il caffé in cialda per macchinette.


Erano attive inoltre alcune cooperative sociali che hanno dato lavoro ai ragazzi rinchiusi nelle carceri minorili per la creazione di gioielli e oggettistica varia. Questi e altri progetti hanno fatto conoscere agli utenti i prodotti del villaggio globale che -come si legge sulla brochure di presentazione della fiera- compiono un lungo viaggio attraverso i cinque continenti, “dall’Oriente al Mediterraneo, sulla via delle spezie”, raccontando le storie e gli aneddoti del mondo solidale.

Realizzare la fiera e parteciparvi ha probabilmente rappresentato un’occasione d’oro per dare impulso a tutto il movimento e scegliere di passare dalla logica della competizione a quella della cooperazione.


Fonte: Ciit

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