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Giovedì 21 giugno alle ore 18.30 nelle sale di San Francesco della Scarpa a Lecce si terrà il convegno “Olivo: coltura e cultura del Mediterraneo. Puglia, Israele, Palestina: agricoltura e artigianato per un economia di giustizia e pace” promosso dalla Cooperativa Commercio Equo e Solidale di Lecce nell’ambito di Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce.
Interverranno Giovanni Pellegrino (Presidente della Provincia di Lecce), Luigi Calò (assessore alle Politiche Giovanili e alla Promozione della cultura della Pace della Provincia di Lecce), Carlo Mileti (Presidente Coop. Equa Solidale), Fabio Pollice (Docente Università del Salento) e una delegazione mista, palestinese e israeliana (in visita nel Salento dal 14 al 23 giugno), composta da Nicola Khamis (Sindaco di Beit Jala, Palestina), Khader Farah Michael Khair (Presidente “Holy Land Cooperative”, Palestina), Ramzy Kumsieh (Responsabile del “Fair Trade Development Centre” dell’Università di Betlemme, Palestina), Ronit Pan (Presidente della “Galilee Cooperative”, Israel).

L’incontro fa parte di un più ampio progetto che si propone di promuovere la pace tra israeliani e palestinesi attraverso la cooperazione economica e produttiva. L'ulivo, risorsa economica e al tempo stesso emblema culturale di Israele, Palestina e Puglia, è l'elemento su cui ruota il progetto, che si muove lungo l'approccio del reciproco scambio fra Puglia e Terra Santa: gli esperti pugliesi forniranno esperienza e capacità nell'ambito della valorizzazione e promozione dei prodotti agricoli e artigianali (in particolare olio d'oliva), mentre israeliani e palestinesi restituiranno esperienze e capacità che nelle nostre terre sembrano ormai dimenticate, come le produzioni di artigianato in legno d'ulivo e di prodotti cosmetici in olio d'oliva.


Oltre a questo lavoro sul terreno della produzione, il progetto promuoverà, nei mesi a venire, una serie di collaborazioni tra le due sponde nord e sud del Mediterraneo, a diversi livelli, grazie ad organizzazioni ed istituzioni che hanno già dato la loro disponibilità a sperimentare rapporti e collaborazioni: le Università del Salento e di Betlemme sul piano accademico e dello sviluppo locale; la Provincia di Lecce ed alcuni comuni del Salento, le municipalità palestinese e israeliana di Beit Jala e Kufr Kana sul piano politico; diverse organizzazioni professionali e sindacali sul piano dello sviluppo produttivo e territoriale. Questi rapporti saranno consolidati e formalizzati, nel corso della visita che la delegazione mista israelo-palestinese compierà nei prossimi giorni.
“Quello che riteniamo importante”, sottolinea Carlo Mileti, presidente della Cooperativa Commercio Equo e Solidale di Lecce, “è valorizzare queste piccole esperienze di cooperazione tra israeliani e palestinesi. Al di là delle dichiarazioni di principio delle varie istituzioni, infatti, le forme di vera collaborazione tra le due parti vanno scemando sempre di più. L'esperienza di queste cooperative di produzione, quindi, ci sta a dire che strade di dialogo e di confronto sono possibili, e che le piccole reti di economia solidale, in questa fase storica, rappresentano un significativo punto di riferimento per sperimentare prassi di convivenza pacifica tra due popoli in guerra che vivono sulla stessa terra. La società civile pugliese tutta, in questo processo, può e deve fare la sua parte”.

Nel corso della serata sarà inaugurata la mostra Un muro non basta (in esposizione sino al 15 luglio – dalle 17 alle 22). Alla fotografia di quella scritta, scattata nel Febbraio 2005, ne sono seguite altre seicento: decine di metri di pellicola fotografica che raccontano centinaia di chilometri di Muro. Che poi si voglia chiamarla barriera o recinzione, la sostanza non cambia. Gli olivi di Betlemme, i bambini del campo rifugiati di AIDA e di Shu'fat, gli studenti di Abu Dis, i commercianti di Ar-Ram, i militari del posto di blocco di Qalandiya, gli agricoltori di Qalqiliya, gli operai del cementificio di Tulkarem e i pastori di Jenin... Tutti conoscono il Muro. E lo vedono tagliare la terra dalla terra, dividere le case dalle case, allontanare le famiglie dalle famiglie. E' cominciato così, mosso dalla voglia di conoscere i perché di uno strumento di separazione tra i popoli che sembrava sepolto nel secolo scorso, un lungo viaggio accanto al Muro che ha toccato otto località, dal nord al centro-sud della Cisgiordania. Le fotografie raccolte lungo il tracciato del Muro sono diventate il punto di partenza del progetto “Un muro non basta”. È un modo per comunicare che bisogna camminare molto, sul terreno, per conoscere i molteplici aspetti della questione Muro. Un muro non basta per risolvere il conflitto, non è la chiave giusta. Sono in tanti, da una parte e dall'altra, a trovarsi d'accordo su quelle quattro parole arancioni. E allora, forse, potremmo partire da loro per costruire un vero dialogo di pace .

Venerdì 22 giugno alle 19.00 sempre a San Francesco della Scarpa di Lecce si terrà invece l’incontro con la scrittrice Adania Shibli. Nata in Palestina nel 1974, ha studiato giornalismo e comunicazione. Le sue opere sono state pubblicate in riviste letterarie nel mondo Arabo e in Europa. Il suo primo romanzo Masas (Toccare) è stato pubblicato nel 2002 da un editore libanese e recentemente in Francia. Il suo secondo romanzo è We Are All Equally Far From Love (Siamo ugualmente tutti lontani dall’amore). È considerata una tra le più importanti autrici delle nuove generazioni e ha già ricevuto due volte Young Writers Award Palestine (Miglior Giovane Scrittore in Palestina) dalla Fondazione A.M.Qattan. Le sue descrizioni precise della vita quotidiana sono un modo originale per parlare dei paradossi delle situazioni politiche. I suoi scritti sono tradotti in molte lingue. Attualmente vive e lavora a Ramallah.

Salento Negroamaro 2007 è promosso dalla Provincia di Lecce e dall’Istituto di Culture Mediterranee in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Puglia, il Centro Internazionale di Cooperazione Culturale C.I.C.C., il Gruppo Italgest, il Monte dei Paschi di Siena, la Fondazione Mediterraneo, il Consiglio Internazionale del Cinema e della Comunicazione dell’UNESCO, il Cts, la Conferenza Permanente degli Audiovisivi del Mediterraneo (CO.PE.A.M.), l’Accademia d’Egitto e numerose rappresentanze diplomatiche dei paesi arabi in Italia, le cattedre di Lingua e letteratura araba delle Università del Salento e di Palermo. Inoltre anche per l’edizione del 2007, per la sua rimarchevole attività di promozione culturale, la rassegna Negroamaro si svolge sotto l’egida dell’UNESCO nell’ambito della campagna Alleanza Globale per la Diversità Culturale. Salento Negroamaro ha inoltre ottenuto il premio Cultura di Gestione promosso da Federculture, uno dei massimi riconoscimenti nazionali nell’ambito delle attività culturali.

Fonte: Puglialive

Ulteriori approfondimenti sono già presenti nelle sezioni dedicate alla Fiera di Galatina e alla mostra "Un muro non basta" della documentazione Ciit