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{mosimage}Anche la Regione Puglia ed il mondo del volontariato ''si aprono ad una cooperazione con il popolo saharawi che ha come obiettivo piu' generale il riconoscimento del suo diritto ad uno Stato autonomo''. Lo ha affermato l'assessore regionale pugliese al Mediterraneo, Silvia Godelli,
rispondendo all'invito rivolto alle istituzioni locali dal rappresentante della Repubblica araba democratica del Sahara (Rads), Omar Mih.

Il Saharawi, che fa parte del Sahara occidentale, è sotto la dominazione del Marocco che lo ha invaso nel 1976; in questi anni ci sono state molte risoluzioni Onu a favore di un referendum per dare al popolo saharawi la possibilita' di scegliere il proprio futuro, ma ancora questo non e' accaduto.

''La Regione Puglia con una lettera del presidente e della giunta - ha proseguito Godelli - potrebbe intervenire nei confronti del governo italiano e del ministero degli esteri per stimolare l'accelerazione dell'impegno ufficiale dell'Italia nei confronti della mozione Onu''.

''Il 18 e 19 giugno a New York - ha ricordato Omar Mih - abbiamo partecipato ad un negoziato col Marocco la cui politica intransigente non da' al popolo saharawi la possibilita' di scelta. Il territorio saharawi è ricco di minerali ed il paese è il primo produttore mondiale di fosfati''.

''L'Italia che quest'anno è nel Consiglio di sicurezza dell'Onu - ha aggiunto - ha votato la risoluzione per il referendum ma manca il riconoscimento ufficiale anche se ieri la Camera dei deputati ha cominciato a discutere una mozione di solidarietà ''. La sezione barese dell'Associazione nazionale pubbliche assistenze (Anpas) ed il Serbari hanno lanciato il progetto ''piccoli ambasciatori di pace'' per il quale tra il primo luglio ed il 31 agosto verranno ospitati nel capoluogo pugliese dieci bambini saharawi tra gli otto ed i dieci anni di età.

''Sara' una maniera - ha spiegato il responsabile del progetto Saharawi, Nicola Palmieri - per far dimenticare loro la guerriglia, la fame e le malattie dato che 200 mila saharawiani sopravvivono nelle tendopoli solo grazie agli aiuti umanitari''. In Italia - è stato infine riferito - sono già 350 i gemellaggi con il Saharawi e la sezione toscana dell'Anpas sta per lanciare la proposta di riconoscere al suo popolo il premio Nobel per la pace.

fonte:  ANSAmed.