Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

Elaborare una metodologia che analizzi i sistemi territoriali locali e porti alla identificazione di distretti rurali è l’obiettivo del primo workshop del progetto DI.R., I Distretti Rurali come strumento di governance. Valutazione e condivisione di modelli pilota di riferimento ed elaborazione di una metodologia di lavoro, che si sono tenuti il 12 e 13 luglio prossimi all’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari del Ciheam.

I repentini mutamenti dello scenario economico internazionale e la forte influenza della modificazione dell’assetto urbano hanno profondamente cambiato il rapporto tra il territorio ed il sistema rurale ed agroalimentare italiano. In quest’ottica il Decreto Legislativo 228/01 ha individuato i distretti rurali e agroalimentari di qualità quali nuovi strumenti cui finalizzare la programmazione territoriale. Il distretto rurale è un sistema produttivo costituito da più imprese che, interagendo tra loro, attuano una politica di diversificazione produttiva, di integrazione economica, di valorizzazione delle tradizioni culturali e delle vocazioni territoriali, ponendo l'attenzione su aspetti sociali, di gestione e di identità del territorio. Promosso e finanziato nell’ambito del Programma di Iniziativa Comunitaria INTERREG IIIA Transfrontaliero Adriatico, recentemente trasformatosi in Nuovo Programma di Prossimità Adriatico INTERREG/CARDS-PHARE, il progetto DI.R. mira a promuovere lo sviluppo socio-economico e la cooperazione tra i Paesi dell'Area adriatica, contribuendo alla formazione di un'euroregione adriatica.

Partendo dall’analisi di alcune esperienze pilota, si cercherà di definire e condividere sistemi organizzativi compatibili con le caratteristiche socio-economiche dei territori rurali dell’area oggetto di studio.
Finalità del workshop è individuare un metodo d’analisi dei sistemi territoriali rurali in grado di valutare se le aree prese in considerazione possano costituire distretti rurali. L’applicazione di questo metodo alle aree pilota del progetto è dunque un elemento indispensabile affinché il meccanismo dello sviluppo si possa attivare. Grazie all’adozione di una forma di governance più partecipata, sarà possibile armonizzare e potenziare traiettorie di sviluppo aziendali, settoriali e territoriali.

Partners del progetto, guidati dalla Regione Puglia, sono l’IAM di Bari, l’Università di Bari, la Provincia di Bari, la Regione Abruzzo, la Regione Molise, la Provincia di Pesaro-Urbino, la SVIM Marche Spa e l’Altraromagna srl.

La sponda adriatica orientale è rappresentata dal Ministero albanese dell’Agricoltura, alimentazione e protezione dei consumatori, dall’Istituto croato per la divulgazione in agricoltura, dalla facoltà di Agraria di Banja Luka (Bosnia and Herzegovina, Republika Srpska), dall’Istituto Federale di Agropedologia (Federation of Bosnia and Herzegovina), e dal Comune di Cacak (Serbia).


fonte: iam-b