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Si avvicina il convegno del 15 e 16 novembre, organizzato da Cittadella della Ricerca e patrocinato dalle ambasciate di Turchia e Roma e di Italia ad Ankara. In attesa della conferenza stampa del 13 novembre (ore 10) per la presentazione dello svolgimento delle due giornate di lavoro, il presidente della Cittadella, prof. Vitanonio Gioia, fa sapere che al convegno sono stati invitati anche tutti i sindaci e i dirigenti scolastici degli Istituti superiori di Brindisi, i parlamentari pugliesi nazionali e regionali, per offrire concretamente a ogni espressione del territorio la possibilità di avviare un proprio percorso autonomo nelle relazioni italo-turche, "e cogliere le opportunità che l'incontro e il partenariato con la Turchia offrono e sono davvero tante".

Perchè la scelta di avviare un contatto importante con i centri di ricerca e gli operatori economici turchi? "L'idea nasce -spiega il professore Gioia- all'interno del Piano triennale di internazionalizzazione di Cittadella. Puntiamo a sollecitare l'integrazione internazionale del sistema territoriale brindisino. Nel corso del 2007 abbiamo già stabilito relazioni con l'Università di Mosca, ricevendone una delegazione e presentando agli ospiti il lavoro e la ricerca che si svolgono nel nostro comprensorio. Inoltre Cittadella è parte attiva in vari progetti transfrontalieri con Grecia e Albania".
Chi porebbe avvalersi di questa attività? "Noi vogliamo fare in modo che Cittadella aiuti il sistema locale, anche nelle sue componenti meno forti, come le pmi e gli enti locali, naturalmente in sintonia con quelli che sono i piani di internazionalizzazione della Regione Puglia".
Oggi esiste però un problema turco, soprattutto rguardo l'ingresso di questo paese nell'Unione europea. Qualcuno sostiene che la Turchia non ne abbia i requisiti. "La Turchia -afferma il presidente di Cittadella- è una terra ricca anche dal punto di vista scientifico ed è un mercato enorme. Germania, Francia e Spagna vi sono presenti già da tempo, mentre noi a Brindisi -ad esempio- abbiamo perso quasi tutto il traffico passeggeri e merci con i porti turchi. Lì ci sono importanti imprese archeologiche delle Università di Lecce e Bari, le relazioni culturali sono strette. Non devono prevalere gli estremismi ideologici da una parte e dall'altra".
Cosa può mettere Brindisi sul piatto delle relazioni con la Turchia? "Noi offriamo un sistema di ricerca e formazione di alto livello. Al convegno ci saranno anche i rettori Domenico Laforgia di Lecce, Petrocelli di Bari e Sani di Macerata. Poi abbiamo i soggetti che fanno ricerca come Cetma, Optel, Enea, Cnr, le imprese organizzate in Confindustria e quelle della Camera di Commercio. I nostri ospiti, il 15 e 16, provengono prevalentemente dai parchi tecnologici di Ankara e Istanbul, accompagnati da rappresentanti dell'imprenditoria e del commercio. Cittadella della Ricerca sta avviando questo percorso in maniera pianificata; vorrei sottolineare -conclude il presidente Gioia- seguendo le indicazioni della Regione".

Fonte: Puglia (pag. 6)