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{mosimage}Dopo il successo al prestigioso BITEF Festival di Belgrado, sarà presentato domenica 6 luglio 2008 alle ore 20.00 nell’ambito del ROMART Festival, Lago Palic di Subotica (Serbia), lo spettacolo OPERA ROM opera del Mendicante  (PROSJACKA OPERA) che vede protagonisti un  gruppo di rom della città di Smederevo guidati da Salvatore Tramacere, Angela De Gaetano e Fabrizio Saccomanno di Koreja.


L’evento si inserisce nell’ambito del progetto Scena Nomade, promosso da Regione Puglia e Koreja, in collaborazione con il Centro Culturale della Città di Smederevo.

L'Associazione Polifest diretta da Goran Nikolic organizza ogni anno ROMART, un festival internazionale della cultura rom contemporanea che si svolge nella città di Subotica, in Serbia. Posizionata nell'estremo nord-est del Paese, Subotica è sempre stata un punto d'incontro tra la cultura ungherese, romena, croata e serba. La cultura rom ha ottenuto grande attenzione grazie a questo evento e ha subito una forte spinta nello sviluppo delle differenti espressioni artistiche e culturali.

Venticinque ragazzi portano in scena l’opera dandole magicamente senso e vita, 13 di loro fanno parte della comunità di zingari della città di Smederevo (Serbia) il resto della compagnia viene di volta in volta ricreata a secondo del luogo di approdo, facendo si che il processo di integrazione sia sempre nuovo e necessario.Ladri, ricettatori, donne di malaffare, avvocati e poliziotti in combutta per spillare quattrini dove si può, questi sono i nuovi eroi di un mondo alla rovescia. Una storia rappresentata tante volte in diverse epoche e luoghi e che purtroppo ancora oggi si racconta.

Un pretesto  per parlare di una cultura, quella Rom che oggi, più che mai è diventata bersaglio di congetture e discriminazioni, una cultura dove i punti di riferimento sono sempre più sbiaditi perché continuano a confondersi con ideologie basate sulla falsità, l’accumulo e l’individualità e le cronache dei giornali ormai piene di fatti di sangue legati ai loro campi, alle loro roulotte, ai loro bambini.

Rimuovere i pregiudizi nei confronti dei Rom non è cosa facile, la diffidenza è il sentimento più diffuso verso di loro. Una "rappresentazione " che, gioca con gli stereotipi di una cultura periferica e mette in discussione il labile confine entro finzione e realtà.

Ma la cosa straordinaria è che grazie a questi interventi artistici e culturali il tessuto delle relazioni sociali tra le istituzioni e la comunità rom è migliorata, il gruppo di Rom coinvolti ha sviluppato comportamenti e stili di vita meno conflittuali e separati dal contesto urbano e sociale che li ospita. La finzione può diventare realtà, quando è raccontata dai veri protagonisti, il progetto nasce proprio dall’esigenza di far parlare due culture che vivono sullo stesso territorio ma che a volte fanno fatica ad incontrarsi, cosa che succede in Serbia ma che avviene  anche in Italia e più precisamente anche nella nostra regione. Il fare teatro, la scoperta del corpo, il lavoro nello spazio in questa esperienza sono stati il terreno sperimentale privilegiato per  rendere le diversità un punto di forza e di ricchezza.

con Edison Beriša,Ajnur Ibrahimi,Damir Kriziv, Senad Kurteši,Ruždija Morina ,Ferdi Ramadani, Senat Ramizi,Darko Petrović,Igor Petrović, Emran Šabani,Suad Salahi, Ajnur Redžepi, Danijel Todorović

e con dieci giovani attori pugliesi

regia di Salvatore Tramacere

collaborazione all’allestimento Angela De Gaetano e Fabrizio Saccomannotecnico luci Angelo Piccinnicoordinamento organizzativo Marija Anicic e Jenny Di MaioPer maggiori informazioni:
tel. 0832 242000

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fonte: Teatro Koreja