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{mosimage}Al via questa mattina due iniziative legate al ciclo di eventi sulla Shoah: il "Treno della Memoria", che porterà in visita oltre 700 ragazzi pugliesi nei campi di sterminio nazisti, ed il "Giorno del Ricordo", commemorato dal Consiglio regionale della Puglia.

La salvaguardia della memoria passa anche attraverso il diretto coinvolgimento dei giovani in età scolastica, come nel caso del “Treno della Memoria”, un mezzo per ricordare i terribili accadimenti della seconda Guerra Mondiale ora che le testimonianze dirette iniziano a sparire definitivamente.
Giunto alla quinta edizione, il progetto traccia un percorso educativo della durata di un anno incentrato sulla costruzione di una cittadinanza attiva. Con il 2009 il “Treno della Memoria” ha ulteriormente allargato il numero di partecipanti: quest'anno da Bari partiranno ben 700 ragazzi, mentre saranno circa 3000 gli studenti di tutta Italia si recheranno a Cracovia con treni speciali per visitare il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau. Il viaggio sarà inoltre occasione per i partecipanti di assistere a concerti musicali, a spettacoli teatrali scritti e diretti da Marco Alotto, di svolgere lavori di gruppo ed attività di rielaborazione.
Le regioni coinvolte sono: Piemonte, Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Puglia, Campania e Sicilia. Cinque invece le province e quasi cinquanta i Comuni.

Anche il Consiglio regionale della Puglia ha commemorato il “Giorno del ricordo” ricordando i caduti nelle Foibe.
È stato il presidente Pietro Pepe ad affermare: “Con la legge 92 del 2004 la Repubblica italiana riconosce il 10 febbraio quale ‘giorno del ricordo’, al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Per tanti anni, come ha ricordato il presidente Napolitano, su questa tragedia, frutto di un disegno annessionistico e di una furia che assunse i contorni di pulizia etnica contro gli italiani, è calato il silenzio dell’ideologia. Il diritto alla verità è rimasto a lungo subordinato e per le vittime delle foibe è mancato il giusto e doveroso riconoscimento da parte dell’intera comunità nazionale. L’istituzione del ‘giorno del ricordo’ sana una vecchia ferita e ristabilisce l’unità del Paese attorno ai valori della Costituzione, della pace e della democrazia”.