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{mosimage}Nell'Unione Europea 12 nuovi paesi dell'Europa centrale/orientale e del Mediterraneo: uno studio della Commissione ha dimostrato i vantaggi prodotti dai nuovi ingressi negli ultimi anni, con la verifica dei risultati economici e delle sfide future.



L'ultimo allargamento ha portato nell'Unione europea 12 nuovi paesi dell'Europa centrale ed orientale e del Mediterraneo: 10 nel 2004 (Repubblica ceca, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Ungheria) e 2 nel 2007 (Romania e Bulgaria). È il più grande allargamento mai attuato dall'UE, una tappa storica verso l'unificazione dell'Europa, dopo decenni di divisioni dettate dalla guerra fredda.

Alla vigilia dell’ampliamento, alcuni dei 15 Stati membri di allora erano preoccupati per l’impatto che l’ingresso dei nuovi paesi avrebbe avuto sull'economia e sui rispettivi sistemi sociali. A cinque anni di distanza, uno studio della Commissione ha dimostrato che quei timori erano infondati e che l'allargamento ha prodotto vantaggi per tutti i paesi, vecchi e nuovi.

La Commissione, tra l'altro, osserva che la crisi economica potrebbe indurre una serie di riforme radicali a favore della crescita, ritenute essenziali per portare avanti il processo di integrazione, ridurre i divari di reddito, garantire all'UE un ruolo di leadership sulla scena economica mondiale e accogliere nuovi paesi in futuro.

Per maggiori informazioni: http://ec.europa.eu/economy_finance/thematic_articles/article13913_en.htm

Fonte: http://ec.europa.eu/index_it.htm