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{mosimage}Nell’ultimo anno Balcani occidentali e Turchia hanno compiuto progressi verso l’integrazione europea. La prospettiva di aderire all'Ue  costituisce un forte incentivo ad attuare riforme politiche ed economiche.



Nel 2009 ricorre il 20° anniversario della caduta del muro di Berlino e il 5° anniversario dell’allargamento dell’UE all’Europa centrale e orientale. La prospettiva di aderire all’UE costituisce tuttora un forte incentivo ad attuare le riforme politiche ed economiche e consolida la pace e la stabilità. L’attuale processo di allargamento dell’UE si svolge nell’ambito di una recessione grave e generalizzata, che ha colpito sia l’Unione sia i Paesi interessati dall’allargamento. Le vertenze bilaterali non devono ostacolare il processo di adesione e devono essere risolte dalle parti interessate.

L’ex Repubblica iugoslava di Macedonia ha compiuto notevoli progressi e ha ampiamente realizzato le priorità fondamentali del partenariato di adesione. Ritenendo che il Paese soddisfi in misura sufficiente i criteri politici stabiliti dal Consiglio europeo di Copenaghen del 1993 e nell’ambito del processo di stabilizzazione e di associazione, la Commissione ha pertanto deciso di raccomandare l’apertura di negoziati di adesione.

Nel presentare il pacchetto sull’allargamento, il commissario per l’allargamento Olli Rehn ha dichiarato: “La strategia di allargamento che presentiamo oggi dimostra il nostro impegno nei confronti del futuro europeo dei Balcani occidentali e della Turchia. In questo difficile contesto di crisi economica, le domande di adesione dell’Albania e del Montenegro sottolineano il costante potere di attrazione dell’Unione e il nostro ruolo nel promuovere stabilità, sicurezza e prosperità. La candidatura dell’Islanda conferisce una nuova dimensione al nostro programma di allargamento.”

L’esenzione dall’obbligo di visto per i cittadini dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, del Montenegro e della Serbia, che entrerà in vigore all’inizio del 2010, porterà loro vantaggi tangibili. Entro la metà del 2010 la Commissione presenterà proposte per l’Albania e per la Bosnia-Erzegovina, purché questi Paesi rispettino le condizioni stabilite.

Riguardo alla Turchia, il commissario Rehn ha inoltre dichiarato: “La Turchia ha rinnovato il suo impegno a favore delle riforme politiche. I progressi dei suoi negoziati di adesione dipendono da questo impegno, specie per quanto riguarda il consolidamento delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto. Ci rallegriamo delle recenti consultazioni su un’importante iniziativa curda, da cui mi auguro scaturiranno azioni concrete a favore dei diritti di tutti i turchi. Considero incoraggianti i passi storici che la Turchia e l’Armenia hanno appena compiuto per normalizzare le loro relazioni e auspico che questo processo porti appena possibile ad una normalizzazione totale.”

La Croazia ha registrato buoni progressi in termini di conformità con i parametri stabiliti nei negoziati di adesione e i negoziati sono formalmente ripresi dopo l’accordo politico tra Slovenia e Croazia sulla gestione della questione frontaliera. La Croazia deve portare avanti il programma di riforme, in particolare per quanto riguarda il riordino del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione, la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata e i diritti delle minoranze. Se la Croazia soddisferà in tempo tutti i parametri restanti, i negoziati di adesione potrebbero concludersi l’anno prossimo.

Il Montenegro ha chiesto di aderire all’UE nel dicembre 2008 e la Commissione sta preparando un parere, come richiesto dal Consiglio. Le elezioni politiche hanno rispettato quasi tutti gli standard internazionali. Il rafforzamento della capacità amministrativa e il consolidamento dello Stato di diritto rimangono obiettivi prioritari.

L’Albania ha chiesto di aderire all’UE in aprile. La Commissione è pronta ad elaborare il suo parere non appena il Consiglio glielo chiederà. Le elezioni politiche hanno rispettato la maggior parte degli standard internazionali. Il consolidamento dello Stato di diritto e il buon funzionamento delle istituzioni statali rimangono obiettivi prioritari.

La Bosnia-Erzegovina deve urgentemente accelerare le riforme fondamentali. Per il futuro europeo del Paese è necessario che i dirigenti adottino una strategia condivisa sulla direzione globale del Paese e manifestino la volontà politica di rispettare i requisiti per l’integrazione europea e le condizioni stabilite per la chiusura dell’Ufficio dell’Alto Rappresentante ONU.

La Serbia ha dimostrato il suo impegno ad avvicinarsi all’UE documentando le misure che ha adottato per attuare le disposizioni dell’accordo interinale con l’UE e intraprendendo riforme fondamentali. Vista la costante cooperazione con il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, la Commissione ritiene che l’accordo interinale debba ora essere applicato dall’UE. La Serbia deve dimostrare un atteggiamento più costruttivo sulle questioni inerenti al Kosovo.

La stabilità in Kosovo è stata mantenuta, ma rimane fragile. La missione UE per lo Stato di diritto EULEX è stata estesa a tutto il Paese ed è pienamente operativa. Il Kosovo deve tuttavia affrontare notevoli sfide, anche per quanto riguarda la garanzia dello Stato di diritto, la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata, il rafforzamento della capacità amministrativa e la protezione dei serbi e delle altre minoranze.

In un documento separato, la Commissione propone di avvicinare all’UE i cittadini kosovari, anche tramite un dialogo sui visti nella prospettiva di una liberalizzazione del regime dei visti quando saranno state intraprese le riforme necessarie e risulteranno soddisfatte le condizioni fissate.

La Commissione propone altresì di estendere il regime commerciale preferenziale di cui gode il Kosovo (le cosiddette “misure commerciali autonome”) e, quando il Kosovo si sarà conformato alle condizioni previste, proporrà direttive di negoziato per un accordo commerciale.

Fonte: Commissione Europea.