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''La finestra della speranza, fra breve, si chiudera'. Entro la fine del 2010, se Israele non credera' nella soluzione dei due Stati, svanira' la possibilita'
di un futuro Stato palestinese, per questioni geografiche: i territori gia' sono frammentati in cantoni''. A sottolineare la necessita' di un intervento rapido e' re Abdallah di Giordania, in un'intervista a La Repubblica alla vigilia del suo arrivo in Italia, domani, per una visita di Stato di tre giorni.

'L'America e l'Europa intervengano - afferma re Abdallah - Israele abbia il coraggio di sedersi al tavolo coi palestinesi, con una fortissima copertura del presidente Obama e il sostegno saldo della Ue. Decida se integrarsi nel mondo arabo-musulmano o continuare a essere una fortezza, con le calamita' che ne derivano per lui e tutti noi. Per ora sta scavandosi una fossa, sempre piu' profonda''.

Su Hamas, dice Abdallah, ''noi appoggiamo la riconciliazione con Fatah promossa dall'Egitto. America ed Europa decidano da se' la loro politica. Riconoscano pero' l'urgenza, il prezzo terribile che tutti pagheremo. Capiscano anche che a Gaza sta consumandosi una catastrofe umanitaria, che l'assedio va sbloccato al piu' presto''.

In merito alla ancora non raggiunta intesa tra Israele e Stati Uniti, Abdallah afferma che si sarebbe aspettato di piu': ''Credevo in una svolta decisiva gia' all'inizio dell'estate, nell'avvio di un vero negoziato di pace all'Onu. Eppure - osserva - il nodo delle colonie israeliane, illegali per la comunita' internazionale, resta centrale. Tutti chiediamo un congelamento, anche temporaneo, giusto per far decollare le trattative. Se Israele davvero crede nella formula dei due Stati, sa bene che le colonie nelle terre palestinesi diverrebbero proprieta' palestinese. Fermarle sarebbe una prova della sua sincerita'''.

Tra Giordania e Israele, sostiene Abdullah, ''e' pace fredda; anzi, va raggelandosi sempre di piu'. A maggio Netanyahu mi ha fatto molte promesse: nessuna finora mantenuta''.

Nella visita di Stato di domani in Italia ''verro' a parlare con gli amici italiani. Sollecitero' l'impegno del governo, come parte della Ue, nel processo di pace, e la collaborazione in vari mega-progetti in Giordania per un investimento di 20 miliardi di dollari in 10-15 anni''.(ANSAmed)