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Il gran mufti' dell'Egitto, Ali Gomaa, ha detto che il niqab, il velo che copre anche il volto della donna, non solo non e' un obbligo religioso, ma e'  anche un capo d'abbigliamento vistoso, tale da attirare troppo l'attenzione, e dunque in contrasto con l'insegnamento del Profeta.

In un incontro all'universita' di Mansura, nella regione del Delta, il mufti ha anche sottolineato - riferisce la stampa egiziana - che il niqab e' una tradizione e non e' ritenuto un obbligo dalla maggior parte dei giuristi e degli ulema. E' stato inoltre sconsigliato, ha aggiunto, anche dal fondatore della scuola malechita, una delle quattro scuole giuridiche dell'Islam.

''Se certe giovani donne portano il niqab ritenendolo una liberta' personale - ha detto Ali Gomaa, facendo riferimento a Shakespeare - questa liberta' deve fermarsi dove inizia quella degli altri, nelle universita', negli ospedali e in altri luoghi''. Egli ha inoltre sottolineato che nei luoghi di lavoro
come le banche e nelle istituzioni pubbliche come gli ospedali puo' anche essere vietato.

Il dibattito sul velo si e' animato in Egitto dopo che, all'inizio di ottobre, il grande imam dell'universita' di al Azhar, Mohamed Sayyed Tantawi, aveva ordinato a una studentessa di togliersi il niqab perche' non aveva ''nulla a che fare con la religione''. (ANSAmed)