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{mosimage}Una giornata intensa di scambi e riflessioni sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione in occasione del Forum delle Città Interculturali tenutosi a Bari, su iniziativa congiunta del Consiglio d’Europa e dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia.



“La diversità fa parte del codice genetico europeo”, ed è per questo che all’apice dell’agenda politica il Consiglio d’Europa ha messo il tema dell’integrazione culturale e dell’accoglienza degli stranieri: ha esordito così Maud de Boer Buquicchio, vice segretario generale del Consiglio d’Europa, intervenuta al Forum delle Città Interculturali “Le comunità locali e le politiche di accoglienza e integrazione in Europa e nel Mediterraneo”, che si è svolto a Bari nei giorni scorsi alla presenza di componenti del Consiglio d’Europa, rappresentanti delle istituzioni e dell’associazionismo.

Promosso dal Consiglio d’Europa (CoE) e dalla Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, l’evento ha offerto l’occasione per tracciare un primo bilancio del programma “Città interculturali. Costruire il futuro sulla diversità”, azione congiunta della Commissione Europea e del CoE, lanciata ufficialmente nel gennaio 2009 per proseguire e sviluppare il cammino intrapreso nel 2008, “Anno europeo del dialogo interculturale”.

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Una giornata di “valore eccezionale” l’ha definita Pietro Pepe, presidente del Consiglio regionale, per una regione come la Puglia, che si propone come “laboratorio avanzato delle politiche di integrazione e per una città come Bari da cui auspichiamo possa partire una grande campagna contro ogni forma di discriminazione”.

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Silvia Godelli (foto di Thomas Alboth)

“La storia e la geografia della nostra regione - ha sottolineato Silvia Godelli, assessore regionale al Mediterraneo, che ha moderato la prima sessione dei lavori - hanno vocato all’accoglienza le nostre genti: per questo la Puglia ha fatto delle relazioni con i popoli la cifra fondamentale della sua politica. È per questo, mi sento di dire, che qui non viviamo fenomeni di intolleranza o di razzismo conclamato; anzi, la nostra attitudine a fare cooperazione ci ha aiutati comprendere in profondità il senso dell’interculturalità”.


Sugli aspetti concreti dell’accoglienza  e sui problemi connessi si è soffermato Fabio Losito, assessore comunale alle Politiche giovanili, Accoglienza e Pace, che ha definito Bari, “città di transito”; mentre una seria riflessione sull’identità multiculturale delle nostre città, già di fatto polo multietnico, è stata proposta da Pina Marmo, rappresentante della Puglia presso il Congresso dei Poteri locali del Consiglio d'Europa, che si è soffermata sulla necessità di inventare un modello sostenibile di città multiculturale, in cui pluralità sia sinonimo di ricchezza.

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Maud de Boer Buquicchio (foto di Thomas Alboth)

“Insieme nella diversità” è lo slogan scelto dalla Commissione Europea nell’anno europeo del dialogo interculturale ed è in questa direzione che la Puglia sta andando, viste anche le ultime novità in materia di normativa regionale sul tema dell’immigrazione: “La legge sull’immigrazione appena approvata - ha spiegato Elena Gentile, assessore regionale alla Solidarietà sociale - ha in sé molti elementi di originalità, in quanto nasce dall’esperienza concreta vissuta sui territori e raccoglie il contributo importante di un gran numero di associazioni e di comuni. E rappresenta una risposta all’emergenza, ma anche una garanzia di continuità dei diritti essenziali”.

“NO alla discriminazione” è la campagna di sensibilizzazione lanciata in occasione del Forum, che vede protagoniste le undici città-pilota della Rete, protagoniste del workshop in due sessioni, che si è svolto dopo la Tavola rotonda tra alti rappresentanti di organizzazioni internazionali, quali Alliance of Civilations of the United Nations, ALECSO, UNICRI, IOM, ISESCO, ALDA, moderata da Gabriella Battaini-Dragoni, direttore generale per l' Istruzione, Cultura e Patrimonio, Sport e Gioventù del CoE.

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Pietro Pepe (foto di Thomas Alboth)


La prima sessione su: “Le Città Interculturali: adattare politiche e servizi alle diverse comunità”, moderata da Irena Guidikova del Consiglio d'Europa, ha visto tra i partecipanti il Ministro per lo sviluppo e l’eguaglianza nelle comunità di Città del Messico, Rosa Marquez Cabrera e alcuni  rappresentanti delle città interculturali pilota.

“Far parte del circuito delle Città Interculturali - ha spiegato Franco Corradini, assessore di Reggio Emilia, unica città italiana delle Rete a fianco di Berlin-Neukölln (Germania), Melitopol (Ucraina), Subotica (Serbia), Patras (Grecia), Izhevsk (Federazione russa), Oslo (Norvegia), Tilburg (Paesi Bassi), Lublin (Polonia), Neuchâtel (Svizzera), Lyon (Francia) - vuol dire in concreto dare visibilità alle nostre azioni, rafforzarle e proiettarle in una prospettiva internazionale. Questo ci porta ad essere consapevoli della forza che abbiamo e ci mette nelle condizioni di comunicare in modo più diretto ed efficace con i cittadini”.

All’importanza della comunicazione ed al ruolo decisivo che i Media possono svolgere per renderla efficace è stata dedicata la seconda e ultima sessione del workshop, “Migrazione, Partecipazione, Media e Cittadinanza”, moderata da Reynald Blion, del Consiglio d’Europa. Ad animarla i giornalisti  provenienti da diverse regioni d’Europa, che nella due giorni precedente il Forum hanno osservato il territorio, visitando i luoghi dell’accoglienza e incontrando i protagonisti della quotidiana lotta alla discriminazione. I lavori prodotti e presentati in questa occasione hanno raccontato con immagini e numeri, con parole e voci diverse, i mille volti dell’interculturalità nella nostra terra.