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Il governo israeliano ha approvato ieri il controverso piano di definizione delle zone d'interesse prioritario del Paese che include anche diverse
colonie ebraiche in Cisgiordania, cui andranno fondi supplementari.

La decisione del governo giunge sull'onda delle proteste del movimento dei coloni dopo la moratoria di dieci mesi proclamata dal premier Benyamin Netanyahu sulle nuove costruzioni in Cisgiordania. Ma rischia di attirare su Israele critiche della comunita' internazionale che si oppone alla colonizzazione israeliana nei territori occupati.

Contro la decisione, approvata da 21 ministri, hanno votato i cinque ministri laburisti perche', ha detto il ministro della difesa e leader laburista Ehud Barak, e' possibile che parte dei fondi che saranno erogati dallo Stato vadano a finire nelle mani di coloni estremisti. Barak ha affermato che bisogna evitare di dare ''un premio'' all'estremismo di destra e ha ricordato a questo proposito il recente incendio nella moschea di Kfar Yasif, vicino a Nablus, che si ritiene sia stato opera di coloni di un insediamento vicino.

Il piano approvato, ha detto Netanyahu, prevede benefici nei settori dell'istruzione, dell'occupazione, delle infrastrutture e tiene conto delle loro necessita' di difesa, per un importo di due miliardi di shekel (360 milioni di euro) destinati a due milioni di cittadini israeliani residenti in aree svantaggiate o ritenute comunque di preminente interesse nazionale.

Una platea, ha sottolineato Netanyahu, che include ''un 40% di cittadini non ebrei'' ma anche diversi insediamenti ebraici in Cisgiordania, ai quali andranno 110 milioni di shekel (19 milioni di euro).

Gli insediamenti sono sottoposti in teoria a un congelamento temporaneo delle attivita' edilizie proclamato dal governo israeliano per i prossimi 10 mesi su pressione americana. Il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas), che chiede per riprendere i negoziati il congelamento totale in
Cisgiordania e a Gerusalemme est, ha respinto il gesto israeliano ritenendolo insufficiente e parziale.

Gli stanziamenti previsti dal piano per gli insediamenti, secondo il ministro delle finanze Yuval Steinitz, vogliono mostrare ai coloni che, malgrado il congelamento delle attivita' edilizie negli insediamenti da loro duramente avversato, Israele ''li sostiene e vuole rafforzarli''.

Contro l'inserimento delle colonie nel piano si sono pronunciati apertamente i ministri laburisti Benyamin Ben Eliezer, Isaac Herzog e Avishai Braverman. Cosa che ha indotto Netanyahu a decidere, al di la' dell'approvazione, la costituzione di una commissione di ministri ad hoc incaricata di
rivedere entro 30 giorni la lista di citta', villaggi e insediamenti inclusi nelle zone di priorita' nazionale per eventuali modifiche.(ANSAmed).