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Gli investimenti esteri in Turchia al 30 novembre 2009 sono ammontati a 7 miliardi di dollari, in calo del 59,2% rispetto allo stesso periodo del 2008. E quanto si evince dai dati predisposti dal Sottosegretariato al Tesoro turco e rielaborati dall'Ufficio Ice di Istanbul.

Olanda e Francia risultano essere i principali paesi investitori nel 2009 rispettivamente con 797 e 574 milioni di dollari mentre l'Italia risulta al quinto posto in graduatoria con 253 milioni di dollari investiti, una quota sul totale generale degli investimenti in Turchia provenienti dall'stero pari al 3,6%, ma soprattutto un interessante +4,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'Italia e' preceduta da Gran Bretagna (290 milioni di dollari) e Germania (314 milioni) che pero' fanno registrare clamorosi cali negli investimenti rispetto allo scorso anno (Gran Bretagna -71,4% e Germania -72,6%) ed in genere rispetto alla media del quinquennio precedente.

Il positivo andamento degli investimenti provenienti dall'Italia rende quest'anno meno amaro quello commerciale (interscambio in calo del 31,5%) facendo meglio comprendere il reale ruolo strategico che la Turchia svolge per l'Italia, mercato per investimenti di lungo termine, collaborazioni industriali, partenariati tecnologici e reti distributive piuttosto che un mero - seppur importantissimo - mercato di sbocco per l'export nazionale.

Le imprese italiane stabilmente operanti in Turchia sono 764, il 3,2% del totale delle aziende estere presenti in Turchia (23.565). Il paese che conta il maggior numero di imprese operanti in Turchia e' la Germania con 4.037, seguita da Gran Bretagna con 2.194, dall' Olanda con 1.791, dall'Iran con 1.155, dagli Usa con 1.019, dalla Francia con 874, dall'Azerbaijan con 702 e dall'Iraq con 663. Delle 23.565 imprese presenti nel paese ben il 54,3% (12.781) e' operante ad Istanbul, il 12,4% (2.931) ad Antalya, il 6% ad Ankara (1.560), il 5,8% ad Izmir (1.368), il 5,7% a Mugla (1.333) ed il 2% a Bursa (481). (ANSAmed).