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Raccontare attraverso le immagini le diverse fasi dello straordinario salvataggio dei templi egiziani di Abu Simbel che gli oltre 2000 uomini - tra architetti, ingegneri e operai - riuscirono a compiere, grazie alla loro operosita', alla tecnologia, alla loro competenza e genialita' nell'esecuzione di tale opera. E' l'intento della mostra 'Abu Simbel: il salvataggio dei Templi, l'uomo e la tecnologia', che dal 1 febbraio prossimo approda al Complesso monumentale dei Dervisci Mevlevi del Cairo, restaurato dal prof. Giuseppe Fanfoni e dal suo gruppo del Centro Italo-Egiziano per il Restauro e l'Archeologia.

L'esposizione itinerante in Italia e Egitto ha iniziato il suo percorso internazionale dalla sede della Camera di Commercio di Roma, nel mese di maggio del 2009. ''Simbolicamente - spiegano gli organizzatori - la prima esposizione ha avuto luogo all'interno dell'Hadrianeum, il Tempio dedicato all'Imperatore Adriano costruito vicino al famoso complesso Templare di culto egizio il Serapeo Iseo Campense, riconfermando cosi' un antico e rinnovato incontro di due culture sempre vicine''. Promossa dall'Unesco Cairo Office con il sostegno delle piu' importanti istituzioni italiane e egiziane - la mostra verra' ospitata nei giardini del convento Mevlevi, ponendo, raccontano gli ideatori, ''a confronto due interventi straordinari di restauro: uno di grandi dimensioni (Abu Simbel) e l'altro, quello della sama'khana (teatro) dei dervisci Mevlevi, di dimensioni modeste, ma ricco di significati simbolici, umani, religiosi e di raffinate decorazioni. Due interventi accomunati dall'ingegno e operosita' italiana volta affettivamente alla terra e al popolo dell'Egitto''. (ANSAmed).