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La crisi finanziaria globale in Europa sembra rialzare la testa sulle preoccupazioni degli investitori legate al debito pubblico degli Stati. Molti osservatori internazionali evidenziano i rischi provenienti per tutta Eurolandia. Tre i Paesi ''osservati speciali'': Grecia, Spagna, Portogallo, chiamati a misure di straordinaria portata per riportare i conti sotto controllo. GRECIA - Ha il deficit di bilancio e il debito pubblico piu' alti dell'eurozona e la disoccupazione sfiora il 10%. Il deficit ha toccato nel 2009 il 12,7% del Pil, contro il 3,7% ipotizzato all'inizio dell'anno. Nel 2010 il debito pubblico superera' il 120% del pil.

Il 'piano di stabilizzazione e sviluppo' annunciato da Atene e approvato da Bruxelles, prevede di ridurre il deficit di 4 punti gia' quest'anno per andare sotto il 3% nel 2012. Per ottenere cio' la Grecia ha annunciato congelamenti dei salari e delle assunzioni pubbliche, nuove tasse indirette e sulle grandi proprieta', lotta all'evasione fiscale e innalzamento dell'eta' pensionabile. Il premier Giorgio Papandreou dice di non avere bisogno di aiuti esterni ma ha avanzato l'ipotesi di un 'popular bond', e persino di un eurobond che ha trovato subito una risposta negativa da Berlino. SPAGNA - L'ex ''prima della classe'' europea e' ora al centro della crisi di sfiducia verso la 'periferia' di Eurolandia e dei movimenti speculativi su borse e moneta Ue.

In 2 anni Madrid e' passata da eccedenze di bilancio a un deficit 2009 dell'11,4%, 2 punti sopra le previsioni di poche settimane. Il debito pubblico e' annunciato al 74% per il 2012, praticamente in raddoppio. Cresce la sfiducia dei mercati sulla capacita' del premier socialista Jose' Luis Zapatero di fermare l'esplosione del debito pubblico, anche per il costo sociale ed economico enorme dell'esercito di oltre 4 milioni di disoccupati. Zapatero ha annunciato le prime misure di austerita' una settimana fa, promettendo non precisati tagli per 50 miliardi della spesa pubblica in 3 anni e una riforma delle pensioni, con proposte di innalzamento dell'eta' e del calcolo dei contributi, poi in parte ritirate. Ieri ha varato proposte per una riforma, definita ''blanda'' dalla stampa spagnola, del mercato del lavoro.

Le incertezze spagnole sono state punite dal mercato nel 'giovedi nero' della borsa di Madrid, crollata del 6%. Il Nobel Paul Krugman avverte che la Spagna oggi e' ''il principale problema'' per l'euro, anche per ''il collasso della sua economia''. Una analisi condivisa da un altro guru' dell'economia mondiale, Nouriel Roubini. PORTOGALLO - Il Paese e' stato trascinato a sua volta nella 'spirale greca' nel giovedi' nero delle borse europee, trainato dal tonfo di Madrid. La piazza di Lisbona e' caduta del 5%, fra movimenti speculativi e sfiducia verso i conti pubblici portoghesi, in deficit del 9,3%. Il capo dello Stato Anibal Cavaco Silva ha proclamato ieri che il Portogallo ''non e' la Grecia'' e il premier socialista Jose' Socrates ha gia' iniziato a usare la scure per riportare i conti pubblici sotto il 3% imposto dall'Ue, entro il 2013.

Lisbona ha deciso di congelare gli stipendi e il turnover dei funzionari e prepara un pacchetto di misure di austerita' da inviare a Bruxelles. Socrates, a differenza del collega spagnolo Zapatero, ha gia' dimezzato e riportato sotto il 3% in due anni il deficit portoghese subito dopo il suo arrivo al potere, fra il 2005 e il 2007. Ritiene di avere una maggiore credibilita'. Ma Socrates alle politiche del 2009 ha perso la maggioranza assoluta in Parlamento, e questo rischia di rendere piu' fragile la manovra di rientro nel 3% per il 2013. L'opposizione di destra e sinistra ha votato aumenti per circa 50 milioni all'anno in controtendenza con i tagli annunciati da Socrates. (ANSAmed).