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{mosimage}Il campo energetico si rivela un obiettivo prioritario nei rapporti fra le due sponde adriatiche, anche al fine di un incremento degli scambi commerciali. E arriva la proposta di un forum permanente.
 
Balcani chiamano, Italia risponde: innanzitutto con le circa 50mila imprese, di piccola e media dimensione, distribuite tra la Romania (che da sola ne ospita 30mila) e Albania, Bosnia, Bulgaria, Croazia, Moldavia, Montenegro, Serbia, Slovenia e Kossovo; quindi con una organizzazione in grado di monitorare l'interscambio commerciale con la grande area dei Balcani Occidentali. Quest'ultima macchina è entrata in funzione a Veronafiere, dove vi è stata la due giorni "Italy & South Eastern Europe Investment", forum dedicato ai rapporti tra l'Italia ed i Paesi balcanici, promosso dal ministero dello Sviluppo Economico con l'Agenzia delle Dogane, Finest, Ice, e l'ente espositivo di Verona.

I lavori sono stati aperti dal ministro Claudio Scajola secondo il quale l'Italia può permettersi di guardare con ottimismo all'area balcanica. "Siamo divisi dallo stretto mare Adriatico - ha detto Scajola - ma abbiamo con loro vicinanze culturali e un grande 'appeal' nei confronti di questi Paesi che ci guardano con ammirazione. Ecco perchè con loro ci sono contiguità naturali. Con questi Stati abbiamo sviluppato rapporti commerciali significativi e il nostro interscambio è quasi simile a quello della Germania". Per il ministro, che a Verona era affiancato dal premier albanese Sali Berisha, il Piano Balcani lanciato nel settembre 2008 "è fondamentale per la politica di internazionale dell'Italia. I Balcani sono stati la prima esperienza di crescita dell'Italia all'estero e i risultati si vedono".

Dopo aver patito nel 2009 un calo dal 20% al 15% negli scambi commerciali con i Balcani, l'Italia si augura quest'anno di risalire al 20%, superando i 10 miliardi di euro. L'Italia ha un ulteriore obiettivo nell'area mediterranea. "Miriamo a diventare - ha detto infatti Scajola - un punto di riferimento in campo energetico, lavoriamo per far diventare il nostro Paese un 'Lab-energetico'. Le interconnessioni con i Balcani servono a loro, perchè senza energia non c'è sviluppo e servono a noi per abbassare la bolletta energetica". L'appuntamento di Verona potrebbe essere il primo di una lunga serie. "Abbiamo l'intenzione di realizzare un meeting annuale per monitorare lo stato dello sviluppo delle partnership - ha spiegato il viceministro Adolfo Urso - nei settori chiave dell'economia, dalle infrastrutture alla logistica, dall'energia ai trasporti alla collaborazione fieristica".